ESSELUNGA A LODI Il quartiere si divide

ESSELUNGA A LODI Il quartiere si divide

La nostra “inchiesta” fra commercianti e residenti di via San Bassiano e vie limitrofe in vista dell’arrivo del supermercato

La partita delle opinioni, alla fine, dopo due ore e mezza di incontri e parole, si conclude 7-5. Sette sono i favorevoli, cinque i contrari. In giorni in cui la politica si scalda sul futuro dell’ex Consorzio Agrario - con l’arrivo di Esselunga -, Il Cittadino ha raggiunto il quartiere per raccogliere le opinioni di chi vive o lavora sull’asse di via San Bassiano e dintorni. Lodovica e Achille Ferrari sono al lavoro tra le mura dell’ex Laus Cafè, tra piazzale Fiume e via San Bassiano, che riapriranno come Top Cafè il 3 agosto, dopo 16 anni dietro al bancone del bar/caffetteria all’interno del centro commerciale Bennet di Pieve. «Per noi è un “no” secco - spiega Achille - perché queste grandi catene stravolgono tutto. Cambierà il quartiere, aumenterà il traffico e si creerà una concorrenza non tollerabile per le attività». Concorde anche il residente Enrico Giuseppe Stella che è lapidario. «Lodi è più che satura e di supermercati ce ne sono troppi: di questo passo ammazzeranno la concorrenza». Stessa opinione anche per Simone Marzani della calzoleria Colpo di Tacco aperta a ottobre 2018. «Sono assolutamente contrario - spiega -: ci sarà un motivo se tutti gli altri colossi del genere sono in periferia. Perché l’impatto è devastante, dal punto di vista acustico, dello smog, del traffico. Un polo commerciale simile, in centro città, significa creare una concorrenza non tollerabile. La scusa della riqualificazione dell’area non sta in piedi: ci sono altri modi per intervenire».

«Noi firmeremo la petizione per il no - spiega Donatella Parmigiani del panificio poco oltre -, ma servirà a qualcosa? L’intervento poteva essere spostato all’esterno della città, qui rischiano di chiudere bar e piccoli negozi». Come è contrario anche Renato Soffientini, residente della zona, per l’aumento del caos e del traffico e anche per i timori che il parcheggio del supermercato diventi il ritrovo di persone poco raccomandabili, «basta vedere che succede al Carrefour di viale Italia o in corso Umberto».

Per il “sì” si schiera ad esempio Diego Getilli della cartoleria aperta qui nel 2000. «Sono favorevole perché la riqualificazione di quella zona è un aspetto positivo: sul fronte alimentare forse si divideranno i clienti, per noi invece non sarebbe una vera concorrenza, dato che puntiamo sui servizi specifici». Positive all’ipotesi anche Maria Grazia Ellena Cotugno - «in questa zona non ci sono insediamenti simili e per chi fa la spesa a piedi come me è una manna dal cielo» - e ancora Teresa Besia - «sarei comodissima e poter contare su prezzi più bassi mi farebbe ancora più comodo» - , come Claudio Novati: «È giusto che ogni quartiere abbia il suo punto di riferimento commerciale» spiega, mentre Sabrina Carminati, del Moon Caffè, è convinta che le «ricadute saranno positive per il bar con il movimento generato dal nuovo supermercato». Positivo anche Fabrizio Ferri, collaboratore dell’agenzia immobiliare Tecnocasa. «Sicuramente è un aspetto positivo perché concorrerà a rivalutare la zona delle Fanfani e gli immobili avranno più valore, ma sarà incentivato anche il mercato degli affitti e anche le attività commerciali avranno vantaggi» spiega. «È un supermercato di ottima qualità e sono contenta dell’arrivo: per chi usa il trasporto pubblico ogni giorno come me, poi, la posizione vicina alla stazione è strategica» è la voce invece di Stefania Chessa.


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