“Eroi dimenticati” - Assunti per il Covid, non servono più: contratto scaduto per infermieri e Os
L’ospedale di Lodi

“Eroi dimenticati” - Assunti per il Covid, non servono più: contratto scaduto per infermieri e Os

Circa 40 figure a casa senza nemmeno il “premio” regionale

Lodi

Andrea Bagatta

Tutti eroi del Covid nel periodo dell’emergenza sanitaria, ma alcuni operatori sono meno eroi degli altri, almeno agli occhi della Regione e dello Stato. È scaduto ieri l’ultimo giorno di contratto per alcune decine di infermieri e Os operatori sanitari somministrati, che erano stati reclutati da fine febbraio nell’Asst di Lodi per l’emergenza Coronavirus. A loro, i cui contratti sono stati rinnovati di mese in mese, spesso senza garanzia di continuità fino all’ultimo, non è riconosciuta la premialità speciale (oltre 1.200 euro) che Regione Lombardia ha invece destinato a infermieri e Os assunti a tempo indeterminato in prima linea per il Covid, né i premi di risultato tradizionali, e nemmeno è prevista una quota di riserva o un punteggio aggiuntivo per la stabilizzazione nei prossimi concorsi per l’assunzione.

Numeri certi non ce ne sono a livello locale, ma si tratta di 30 o 40 tra infermieri e operatori sanitari secondo il sindacato Nidil Cgil. L’azienda ospedaliera ieri non è stata in grado di fornire dati ufficiali. A livello regionale la questione riguarda 3.500 lavoratori, tanto che la settimana scorsa, venerdì 24 luglio, è stata dichiarato lo sciopero dei lavoratori somministrati e si è tenuta una manifestazione sotto palazzo Lombardia per reclamare parità di trattamento sui premi (peraltro prevista dalla normativa nazionale in vigore).

«L’incontro è stato positivo perché c’è stato almeno il riconoscimento politico dei sindacati dei precari e delle istanze presentate - spiega Eugenio Vicini della Nidil Cgil -. Non è poco, perché fino a 10 giorni fa invece nonostante richieste e segnalazioni non c’era stata alcuna risposta da parte delle istituzioni. Rimane però molto da fare per dare piena dignità a questi lavoratori. Molti di loro hanno combattuto il Covid in prima linea alla pari dei loro colleghi assunti dall’Azienda Socio-Sanitaria Territoriale, qualcuno si è anche ammalato. Dunque, perché escluderli dai premi? E per giunta, senza nemmeno il riconoscimento del sacrificio in fase di concorso, con la riserva di posti o almeno un punteggio premiante per il lavoro svolto».

I somministrati hanno avuto i contratti rinnovati di mese in mese, ieri l’ultimo giorno di lavoro per molti di loro, quasi tutti. A pochi è stato confermato un ulteriore mese, a qualcuno è stato proposto il passaggio in libera professione. Ma al di là delle questioni singole, rimane il tema dei diritti dei lavoratori precari e atipici, spesso accomunati in tutto e per tutto ai lavoratori stabili, nei doveri e nelle incombenze, ma poi dimenticati nel momento del riconoscimento.


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