SANTO STEFANO - Ecco tutte le ipotesi di accusa per l’ex sindaco agli arresti
Santo Stefano, il municipio

SANTO STEFANO - Ecco tutte le ipotesi di accusa per l’ex sindaco agli arresti

Il politico ha risposto a tutte le domande di gip e pm

Ecco nel dettaglio i 9 episodi ricostruiti dalla Procura di Lodi, per i quali è indagato l’ex sindaco di Santo Stefano Lodigiano, Massimiliano Lodigiani, 51 anni, messo agli arresti domiciliari mercoledì dalla guardia di finanza di Lodi. Giovedì ha risposto per tre ore a gip e pm.

Truffa aggravata

“Perché abusando dei poteri di sindaco dal giugno del 2004 al maggio del 2019 e di vicesindaco dal maggio 2019 all’agosto 2019, con artifizi consistiti nel redigere decine di attestazioni false certificava di essersi assentato dal proprio impiego presso Cap Holding per partecipare a giunte o consigli comunali in dati e orari nei quali non si erano in realtà tenuti...con danno patrimoniale di 76.654 euro per il Comune di Santo Stefano che rimborsava a Cap il valore delle ore di assenza».

Falso ideologico

“Per conseguire il profitto del primo reato, formava su carta intestata del Comune decine di attestazioni false riportando in calce la sottoscrizione falsa dei segretari comunali”.

Peculato

“Perché in qualità di amministratore di sostegno di X.X., classe 1967, avendo per mandato la disponibilità del conto corrente dell’amministrato, si appropriava di 10.397 euro”.

Minaccia

“Perchè, appreso della denuncia presentata da Pellini Valentina (sindaco eletto dal maggio 2019, ndr.), le minacciava un ingiusto danno...rivolgendo testuali parole “se la questione va avanti, procedo e la rovino professionalmente”. Episodio del 25 settembre scorso.

Falso testamento

“Perché al fine di recare a sè un vantaggio di immagine e ad altri un vantaggio economico dall’acquisto a un prezzo ribassato di immobili appartenenti all’asse ereditario, contraffaceva il testamento olografo di M.G., nata nel 1958 e deceduta nel 2018, di cui era stato nominato tutore provvisorio nel 2017”.

Turbata libertà degli incanti

“Perché in qualità di preposto dalla legge a curare la trattativa privata, per la vendita degli immobili appartenuti in vita a M.G., e devoluti al Comune in forza del testamento olografo falso, forniva a uno degli offerenti informazioni sul tipo di offerta economica da presentare per assicurarsi l’aggiudicazione, a discapito dei due altri offerenti”.

Istigazione alla corruzione

“Perché al fine di occultare la contraffazione del testamento di M.G. proponeva ai (di lei) prossimi congiunti, che avevano presentato ricorso al tribunale di Lodi per accertare l’autenticità del testamento, di rinunciare all’azione legale, in cambio della cessione, prima e a prescindere da un’eventuale asta pubblica, dei terreni in Comune di San Fiorano per la somma irrisoria di 15mila euro - benchè il valore stimato di primo esperimento d’asta fosse pari a 157.811 euro - che si impegnava a restituire agli acquirenti”. Nel 2019.

Circonvenzione d’incapace

“Perché, in concorso con F.R., classe 1950, abusando della parziale inferiorità psichica di X.X., classe 1931, dopo averla isolata impedendole di essere affiancata da una badante come desiderato, la inducevano a formare un testamento olografo datato 6.5.19 nel quale erano, direttamente uno e indirettamente l’altra, costituiti eredi ciascuno di una quota pari a più del 20% del patrimonio mobiliare ed era costituito erede dell’unico immobile il Comune di Santo Stefano”.

Tentata circonvenzione

“Perché in concorso con F.R. e con Enrico Curati, abusando della parziale inferiorità psichica di X.X., classe 1931, ponevano in essere atti idonei diretti a indurla a disporre delle sue ultime volontà, direttamente o indirettamente, a favore della Croce Lodigiana Onlus...in particolare, distrutto il testamento olografo del 6.5.19, si accordavano tra loro per indurre la donna a formare un altro atto di ultime volontà”.


© RIPRODUZIONE RISERVATA