È grassa, niente risonanza

È grassa, niente risonanza

Pesa 115 chili e non può fare la risonanza magnetica. È accaduto a una donna di 70 anni, diabetica, il 7 marzo scorso. La figlia della paziente ha prenotato l’esame, le hanno fissato l’appuntamento un mese dopo, ma solo una volta entrata nella macchina si sono accorti che la donna non passava nel tubo. I parenti sono rimasti senza parole. La risonanza magnetica, arrivata all’ospedale Maggiore nel 2007, ai tempi del direttore generale Piergiorgio Spaggiari, era stata “benedetta” come la risonanza che, essendo aperta, avrebbe consentito l’effettuazione dell’esame anche ai pazienti claustrofobici e con problemi di sovrappeso. Così però non è stato. «Ho dovuto prendere un giorno di ferie – racconta la figlia della donna – per accompagnare la mamma in carrozzina, insieme a mio papà, a fare la risonanza alla testa. Siamo entrati e il personale ci ha fatto compilare i moduli con i dati di mia mamma, altezza, peso e malattie in corso. Poi è entrata ed è uscita poco dopo senza aver fatto l’esame. Hanno detto che non era un problema di peso, ma di dimensioni del corpo. Ci hanno consigliato di rivolgerci alla clinica Igea di Milano. Noi l’anno scorso l’avevamo fatta al centro radiologico di Lodi e così torneremo lì. Ma quando abbiamo preso l’appuntamento non lo sapevano che la macchina non è adatta per le persone di certe dimensioni? Abbiamo un ospedale nuovo e grande e poi succedono queste cose». A gestire la risonanza di Lodi è una società che ha appena ottenuto la proroga del contratto per un altro anno. «Abbiamo rinnovato il contratto con l’azienda privata – annota il direttore generale dell’Azienda ospedaliera Giuseppe Rossi -. Quando arriverà il nuovo primario dell’ospedale ridefiniremo tutto. Probabilmente andiamo verso una gestione interna. La risonanza magnetica aperta è meno performante di quella chiusa, quindi non è escluso che l’ospedale acquisti un’altra macchina. Ne discuteremo con il nuovo primario. Per fare il concorso bisogna aspettare la nomina delle commissioni da parte della Regione». Nel 2011 la gestione esterna è costata all’Ao circa un milione e 600mila euro. La risonanza magnetica di Lodi era già finita al centro delle polemiche nei mesi scorsi per l’eccessivo numero di esami effettuati nell’arco della giornata: 60. Un numero elevato rispetto alla garanzia di qualità richiesta. Se l’Azienda ospedaliera acquisterà una nuova macchina dovrà tenere conto anche dello spettro di esami che con la macchina attuale non sono consentiti: tra questi le angiorisonanze, la risonanza cardiaca e quella alla prostata. Tra le ragioni che avevano portato la Regione a declassare l’ospedale di Lodi nei mesi scorsi era compresa anche quella della bassa potenza della risonanza magnetica. Tra i criteri richiesti per essere definiti trauma center, in quella fase, infatti, c’era anche la presenza di una risonanza da un tesla e mezzo. Quella di Lodi è solo da un tesla.


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