MELEGNANO Due medici di base in pensione. L’Ats rassicura: «Saranno sostituiti»

MELEGNANO Due medici di base in pensione. L’Ats rassicura: «Saranno sostituiti»

Il “ritiro” a fine mese, cresce la preoccupazione in città e a San Zenone

Con i due medici di famiglia che andranno in pensione a fine mese, scatta di nuovo l’allarme per la carenza di camici bianchi, ma l’Ats Città metropolitana assicura la continuità del servizio senza alcun tipo di interruzione. Dopo Giuliano Bottoni, Federico Ballarino e Giuseppe Fiorentini nel corso del 2019, a fine maggio saranno Giuseppe Bellinzoni di Melegnano e Giovanni Riboni di San Zenone ad appendere il camice al chiodo.

La notizia del doppio pensionamento non ha mancato di destare qualche allarme nei pazienti dei medici Bellinzoni e Riboni, ma ieri mattina è arrivata la rassicurazione dai responsabili del servizio per conto di Ats Città metropolitana. «Come del resto avvenuto in passato, entrambi i medici verranno sostituiti da due incaricati temporanei, il servizio continuerà ad essere regolarmente garantito - è stata la precisazione dell’Agenzia di tutela della salute -. A breve forniremo i nominativi con i nuovi orari e gli studi di ricevimento, esortiamo i pazienti interessati a non affannarsi a cambiare medico di famiglia, non subirà alcuna interruzione l’attività dei camici bianchi. Senza contare che, dopo essersi distribuiti i pazienti di quelli andati in pensione negli ultimi due anni, i dottori titolari hanno ormai raggiunto il tetto massimo dei 1.500 assistiti».

Attualmente sono una ventina i medici di famiglia presenti tra i Comuni di Carpiano, Cerro, Colturano, Dresano, Melegnano, San Zenone e Vizzolo, per una popolazione complessiva stimata in oltre 30mila abitanti. «Nonostante la grave emergenza legata al coronavirus, stiamo portando a termine il concorso per la ricerca di nuovi camici bianchi, che l’anno scorso era andato a vuoto per quanto riguarda l’area del Melegnanese - concludono i responsabili dell’Ats -. I risultati con la relativa graduatoria sono attesi a giugno, l’obiettivo è di reperire due o tre nuovi medici titolari sul territorio: anche qualora andasse a vuoto, il servizio sarà regolarmente assicurato dagli incaricati temporanei, che sostituiremmo nel caso in cui lasciassero l’attività nel Melegnanese».

Tra le soluzioni per sopperire alla cronica carenza di medici di famiglia, in questi mesi è stato ulteriormente ampliato il numero di camici bianchi ammessi alla scuola di formazione.


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