DROGA Spaccio lungo le rive della Muzza a Comazzo, inseguiti e arrestati due spacciatori
La Muzza a Comazzo (archivio)

DROGA Spaccio lungo le rive della Muzza a Comazzo, inseguiti e arrestati due spacciatori

I nordafricani hanno inutilmente tentato la fuga a nuoto: con gli stupefacenti nascondevano anche una spada e una mannaia

Spaccio lungo le rive della Muzza a Lavagna, la Polizia di Stato arresta due magrebini dopo il tentativo di fuga a nuoto. Attività di indagine da parte della questura che avevano preso spunto a seguito anche di alcune segnalazioni effettuate dal sindaco di Comazzo Italo Vicardi che appuntava come lungo l’argine del canale nella frazione di Lavagna da tempo erano presenti soggetti dediti allo spaccio di stupefacenti. La squadra mobile della sezione antidroga dai primi giorni di marzo ha dato quindi il via ad una serie di appostamento certificando la presenza di magrebini tra piante ed arbusti. A raggiungerli poi i clienti, molti di questi sanzionati, che hanno raccontato che da anni si rifornivano di eroina e cocaina proprio in quell’area.

Il 16 marzo quindi l’accelerata decisiva alle indagini. Personale della Polizia di Stato, appostato sulla riva opposta della Muzza, filmava e documentava l’attività illecita, passando poi alla cattura dei magrebini che, per cercare di fuggire, si gettavano nel canale, venendo però bloccati sull’altra sponda dai poliziotti ancora presenti. Ingenti le quantità di stupefacente recuperato con l’ausilio delle unità cinofile antidroga della polizia locale di Milano: 10 grammi di eroina, 6 di cocaina, 85 grammi di hashish, il classico bilancino di precisione e 575 euro in contanti. Ma non solo, perché nella radura ad essere trovati sono stati anche un coltello da cucina, una spada ed una mannaia. I due magrebini sono quindi stati arrestati in flagranza di reato per spaccio e denunciati per porto d’armi ed oggetti atti ad offendere, venendo condotti su disposizione della Procura di Lodi nelle celle del carcere della città in attesa della convalida dell’arresto. Un duro colpo quindi per lo spaccio al confine tra Lodigiano e Milanese grazie ai servizi antidroga e prevenzione delle forze dell’ordine intensificati a seguito delle disposizioni accordate nell’ambito del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Giuseppe Montella.


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