Dottoressa di base a Castelgerundo morta nella tragedia della funivia
Roberta Pistolato con il marito Angelo Vito Gasparro. Entrambi sono morti nella tragedia del Mottarone

Dottoressa di base a Castelgerundo morta nella tragedia della funivia

Roberta Pistolato stava sostituendo il medico titolare in ferie. Con lei sul Mottarone ha perso la vita il marito

Bruna non ce l’ha fatta ieri mattina a riappendere il camice della dottoressa Roberta Pistolato, lo ha lasciato lì dov’era, accanto alla sua mascherina, «non ho avuto il coraggio – confessa la donna addetta alle pulizie all’ambulatorio di Cavacurta, che venerdì ha incontrato il medico mentre si recava a casa di un paziente in paese -. Ci siamo salutate, mi ha detto: “Bruna, buon weekend, ci vediamo lunedì”. Non ti aspetti una cosa così, santo cielo, ho pianto tutta notte». La tragedia del Mottarone investe anche la Bassa. E in particolare la comunità di Castelgerundo dove proprio la settimana scorsa la dottoressa, 40 anni compiuti domenica, originaria di Bari come il marito Angelo Vito Gasparro con il quale da qualche anno si era trasferita a Castel San Giovanni, stava sostituendo il medico di base Dario Caracci in ferie. Domenica Roberta era insieme al “suo” Angelo sulla cabina della funivia Stresa-Alpino Mottarone, scarrellata fino al pilone contro cui si è scontrata piombando nel vuoto. Quattordici morti, tra cui la coppia. Ieri il dottor Caracci è rientrato in servizio, la coda fuori dell’ambulatorio è andata avanti fino a tardi e solo in serata è stato possibile raggiungerlo: «Una grande professionista e una grande persona – riflette -. Alla nascita di mio figlio fu l’unica collega che capì la situazione e sebbene era smontante dalla notte si offrì di sostituirmi per quel giorno importante della mia vita. Trovare oggi (ieri per chi legge, ndr) il suo camice in studio è stato un misto di emozioni che non saprei ben descrivere. Roberta è una delle poche colleghe che si è sacrificata per il bene di tutti, sempre disposta ad aiutare il prossimo». I colleghi dell’Usl di Piacenza dove lavorava ne ricordano il impegno nella campagna vaccinale anti-Covid, una vita dedicata agli altri, spezzata nel giorno del suo quarantesimo compleanno che aveva scelto di festeggiare con il marito al lago Maggiore. Dove ha inviato l’ultimo messaggio alla sorella in Puglia: “Stiamo salendo in funivia” le ha scritto. Poi il baratro. «Lunedì scorso sono arrivato mentre stava chiudendo l’ambulatorio, era già sulla porta ma ha riaperto e mi ha fatto l’impegnativa per la risonanza al ginocchio – racconta Francesco Rocca -. Quando ho appeso della morte, ho provato un senso di smarrimento. La vita è veramente un attimo». Non l’aveva mai incontrata, ma è ugualmente scioccato il sindaco di Castelgerundo Daniele Saltarelli: «Siamo rimasti tutti spiazzati, poi è una donna giovane, dell’81. È assurdo».


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