Doppia dose del vaccino cinese, per lei non esiste green pass
L’hub vaccinale di Lodi

Doppia dose del vaccino cinese, per lei non esiste green pass

La storia di una giovane che si è sottoposta alla profilassi alle Maldive : in Europa non è riconosciuta

Ha fatto entrambe lo dosi di vaccino. Lei è favorevole alla profilassi anti Covid. Solo che ai tempi della vaccinazione lei era alle Maldive, per lavoro, e il vaccino usato in quel paese è cinese. Un vaccino non riconosciuto in Europa. Adesso che la giovane è tornata a Lodi e si è messa a lavorare in un negozio di abbigliamento, in corso Roma, non sa come fare. Per lei nonostante la doppia vaccinazione, niente green pass. Laura Grosso, 30 anni, è disperata.Anche perché è un’ingiustizia, frutto della burocrazia, della mancata condivisione a livello globale della procedura vaccinale. E lei, che il 15 ottobre, per poter lavorare deve essere in possesso, come tutti gli altri, di una certificazione verde Covid, rischia la sospensione.

Il racconto di Laura

«Ho fatto la prima dose di Sinopharm a marzo - racconta - e la seconda a maggio. Il resort, nel quale lavoravo alle Maldive, aveva organizzato la vaccinazione per i dipendenti. A luglio sono rientrata, ho provato a scaricare il green pass, ma non sono riuscita perché il vaccino cinese non è riconosciuto in Europa. Entro il 15 ottobre, però, ho bisogno del green pass. Ho visto, tra l’altro, che non sono l’unica ad avere questi problemi». Laura non può «neanche ipotizzare di fare un’altra vaccinazione. Ho già fatto questa, anche se non p riconosciuta ai fini burocratici, è una vaccinazione a tutti gli effetti - dice -. Fino a quando il problema era che non potevo sedermi nei bar ho lasciato perdere, adesso che mi serve il green pass per lavorare, è diverso. Lavoro in un negozio di abbigliamento, in corso Roma. Anche i miei titolari stanno facendo di tutto». L’empasse va risolto. Grosso ha mandato mail al numero verde dedicato al green pass, si è rivolta al medico curante, al ministero della salute, all’Ats, all’ambasciata, manon riesce ad uscirne. «Io sono vaccinata - dice- voglio avere il mio green pass. Il mio è un vaccino efficace, non capisco perché». Il suo appello è alle istituzioni perché le diano una mano.

Ieri terza dose per i più fragili

Ieri, intanto, nel Lodigiano, sono partite le somministrazioni delle terze dosi per le persone con il sistema immunitario più fragile. L’Asst ha iniziato con le persone che hanno subito un trapianto. Nel Lodigiano le persone eleggibili alla terza dose, secondo i primi dati forniti dall’Asst, sono circa 2mila. Oggi (e anche ieri) l’Asst convoca, chiamandole, 40 persone, 30 a Lodi e 10 a Codogno. Successivamente sarà aperta la prenotazione sulla piattaforma e ci sarà spazio per 120 somministrazioni al giorno. L’avvio della fase 3, in Lombardia, permetterà di proteggere 150mila pazienti immunocompromessi fino al prossimo 30 ottobre, grazie a circa 2.000 somministrazioni al giorno. A dirlo, in conferenza stampa, ieri, è stata la vice presidente Letizia Moratti. Il ciclo vaccinale a 3 dosi è previsto per le persone immunocompromesse (trapiantati e gravi immunodepressi) e la dose addizionale deve essere somministrata almeno dopo 4 settimane dalla seconda dose. Partirà, invece dopo il via libera del commissario Figliuolo il richiamo con una terza dose per i 680mila over80, gli 80mila ospiti delle Rsa e i 396mila operatori sanitari. Per queste categorie, il richiamo è previsto dopo almeno 6 mesi dalla seconda dose».


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