LODI Dopo 40 anni chiude lo storico pastificio di via Volturno
Francesco Citro

LODI Dopo 40 anni chiude lo storico pastificio di via Volturno

Francesco Citro e la moglie Carmela abbassano la saracinesca: «Qui i clienti hanno sempre trovato un ambiente familiare e un sorriso: per durare, ci vogliono pazienza e perseveranza»

Le mani grandi e nodose, che per 40 anni, ogni giorno, sono rimaste immerse in acqua e farina. E poi gli occhi lucidi, commossi dall’affetto di chi, nell’ultima settimana, è passato per un saluto o per fare scorta e riempire il congelatore, perché proprio non riesce a immaginare pranzi e cene senza le delizie de La Bottega della Pasta. Quarant’anni dopo l’esordio, si abbassa la saracinesca della storica attività di via Volturno a Lodi. Per salutare i clienti, il titolare Francesco Citro, la moglie Carmela, con Noris e Mariella Bignami - con loro rispettivamente da 40 e 20 anni, ma per lungo tempo c’è stata anche Debora - si sono messi in posa davanti al locale e hanno voluto lanciare un messaggio ai clienti. «Per più di 40 anni vi “abbiamo preso per la gola”, ma adesso è arrivato il momento di riposarci. Grazie per l’affetto che ci avete dimostrato in tutti questi anni!» recita.

La storia della famiglia Citro e delle sue delizie finisce qui: i titolari si fermano per la pensione e non ci sarà un secondo capitolo della storia. Gli acquirenti c’erano, poi la pandemia ha cambiato l’esito e gli interessati hanno deciso di non investire in un momento così critico. Citro e la moglie sono arrivati da Salerno a Lodi e qui hanno aperto l’attività, dopo mesi di lavori e di preparazione. «Avevo un cognato ad Abbiategrasso che faceva questo lavoro e mi sono appassionato - racconta -: una volta c’erano i mediatori che ti trovavano il locale e mi proposero Lodi». Dove è rimasto da allora, sempre con la stessa formula. «Qui entrano solo le materie prima e ne escono le preparazioni e in tanti anni mai nessuno è tornato indietro scontento e questa è la mia più grande soddisfazione. Oggi è un via vai di persone che ci salutano, che ci fanno gli auguri, che ci ringraziano. Tanti sono increduli e fanno scorte».

In 40 anni gli alti e bassi possono esserci, ma il momento più brutto è stato certamente quello generato dalla pandemia. «Abbiamo chiuso a marzo, poi abbiamo riaperto il primo aprile, per Pasqua, ma è stato come se non avessimo aperto: non c’era nessuno» racconta ancora Citro. Ma come fa un’attività a resistere per 40 anni? «Qui i clienti hanno sempre trovato un ambiente familiare e un sorriso: per durare, ci vogliono pazienza e perseveranza». Ieri hanno scelto anche di affidare ai social un video-saluto per «Arrivederci a tutti, per le strade di Lodi».


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