Domani il ritorno nelle scuole ma non per  superiori, seconda e terza media
La protesta contro la didattica a distanza che si era tenuta in piazza

Domani il ritorno nelle scuole ma non per superiori, seconda e terza media

Ultimi preparativi per sistemare al meglio le aule

Domani mattina, 15.123 alunni dei 29.832 totali della provincia di Lodi torneranno a scuola in presenza. A rientrare, in presenza, sono gli alunni delle scuole dell’infanzia, della primaria e le prime classi della scuola secondaria di primo grado. I bambini della scuola dell’infanzia che faranno rientro in classe, nel territorio, sono 3.319, quelli della primaria 9.604 e i ragazzi di prima media circa 2.200. La metà degli studenti lodigiani resterà ancora a casa, in didattica a distanza, cioè 14.714. Tra questi 4.400 di seconda e terza media, e tutti i 10.314 delle scuole superiori.

Nei giorni scorsi, diverse associazioni hanno manifestato per riportare le scuole in didattica in presenza. Al liceo scientifico Gandini di Lodi, per esempio, i due alunni Marco Maietti e Zeno Cagnola hanno portato i banchi, nel cortile, con il consenso della preside e hanno fatto lezione da lì, per dare un segnale e la stessa cosa, la settimana dopo, hanno fatto due studenti del liceo classico Verri, Paolo Sisto e Gaia Tramacere. Nei giorni successivi, i comitati A scuola Lodi e School is dead sono scesi in piazza della Vittoria, a Lodi, per chiedere, pur nel rispetto di tutti i criteri di sicurezza, il rientro in classe in presenza. «Noi siamo pronti - avevano detto i presidi della superiori, primo fa tutti il rettore del San Francesco Padre Stefano Gorla - a ripartire in presenza. Anche i ragazzi delle superiori ne hanno bisogno, non solo quelli più piccoli». «Abbiamo scritto anche una lettera come docenti con una percentuale chiedendo un rientro anche solo del 25 per cento, una percentuale minima - aveva detto la dirigente del Gandini Giusy Moroni -. Avevamo trovato un assetto ideale al 50 per cento. A fronte di un rischio per la salute di tutti, non possiamo forzare la mano più di tanto».


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