Discarica abusiva sulla Francigena, spunta anche una cassaforte

Discarica abusiva sulla Francigena, spunta anche una cassaforte

La denuncia dell’ex sindaco Cappelletti: «Devono mettere le telecamere»

Tra i rifiuti abbandonati spunta una cassaforte. Indagini in corso sul “reperto” collegato a qualche furto in appartamento, rinvenuto sul terrazzo della strada arginale che staccandosi dalla provinciale 234 porta a Pantigliate, presso Orio Litta. Diventata ormai da tempo terra di nessuno. Non si contano i sacchetti e le scatole d’immondizia gettati in mezzo al verde, ma vi è anche chi si è disfatto dell’eternit, di due simil-materassi gialli che sono invece lana di vetro. E abbandonati alle intemperie si stanno ormai disfacendo. A completare l’opera, il cartello della segnaletica è a terra, scaraventato, si suppone, dalle raffiche di vento delle scorse settimane. Tant’è che ovunque si guardi è uno scempio, come denuncia l’ex sindaco di Orio Litta Pierluigi Cappelletti, cicloamatore e “fan” della via Francigena: «Da qualche tempo questa strada comunale è teatro d’inciviltà e luogo prediletto per buttare di tutto, sia lungo i rivoni arginali che nel fiume Lambro - spiega -. I soliti ignoti due anni fa avevano abbandonato lungo il fiume, presso il ponte Mariotto, cinque grosse bombole del gas poi recuperate da me con l’aiuto dello stradino».

Ma la cronaca degli eco-reati parte da più lontano: «Tre anni fa con l’allora vicesindaco Giuliano Zaneletti e altri due volontari avevamo ripulito tutta la zona portando in discarica a Orio tre furgoni d’immondizie, ma è inutile, perché dopo due mesi torna tutto come prima». L’area è raggiungibile comodamente in macchina e vi sono le condizioni ideali per scaricare i rifiuti senza essere visti. Motivo per cui Cappelletti invoca un’azione di contrasto mirata, che veda al fianco i Comuni di Orio Litta e Livraga e la Provincia. «Credo che una sinergia d’interventi di monitoraggio e pulizia sia ormai urgente e non più procrastinabile – osserva -. La zona è la stessa dove la Provincia aveva realizzato quel famoso punto di sosta sul Lambro con un pannello esplicativo, le sedute in granito e un tavolo, che sono stati distrutti a martellate, e hanno dovuto portare via i resti». Che fare quindi? «Una soluzione potrebbe essere piazzare delle fototrappole come stanno facendo a Casale e a Codogno».


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