«Decisioni forti per salvare il comune»

«Decisioni forti per salvare il comune»

Parla il commissario insediato a San Giuliano

«Ho dovuto assumere scelte forti sulla società Genia per salvare i conti del comune». Il commissario prefettizio Francesca Iacontini, che si è insediata in comune a San Giuliano ai primi di dicembre, a seguito della sfiducia all’ex sindaco Gina Greco, in un’intervista rilasciata a “Il Cittadino” illustra così i motivi che l’hanno portata a intraprendere misure decisive per la multiservizi pubblica piegata dai debiti.

Dottoressa, quando si è insediata in comune, che situazione ha trovato?

«Decisamente molto critica, in quanto il dissesto di Genia aveva messo a forte rischio anche i conti del comune. La società di servizi del resto incassava le entrate dei tributi che avrebbero dovuto finanziare le opere eseguite direttamente sul patrimonio che le era stato trasferito. Ma il meccanismo non poteva stare in piedi, in quanto il comune chiedeva poi alla sua azienda ulteriori interventi, come ad esempio la realizzazione del centro natatorio. Al tempo stesso Genia manteneva una struttura organizzativa, dopodiché i lavori li subappaltava, con una serie di ulteriori costi. In passato un’impostazione del genere stava in piedi perché c’era maggiore opulenza, ma questi sono tempi che impongono massimo rigore».

Quali sono stati i suoi principali interventi?

«Con una delibera ho chiesto l’annullamento delle consociate di Genia, con un altro atto ho riportato in comune buona parte del servizio di riscossione tributi. In questo modo riuscirò a chiudere il bilancio comunale, senza sforare il Patto di stabilità, lasciando alla futura giunta una situazione che, sotto il profilo contabile, è in ordine. Del resto nell’ultimo mese è intervenuta anche in municipio la Guardia di finanzia, che ha acquisito della documentazione, su cui verranno effettuati approfondimenti. Inoltre la Corte dei Conti ha fornito indirizzi molto chiari, così come chiara è la normativa. Io non ho smantellato Genia, ma ho portato avanti un processo che era già iniziato e che in ogni caso è previsto delle leggi in materia. Se non fosse stata sola, gli stessi passaggi li avrebbe probabilmente definiti l’ex sindaco Greco».

Riguardo invece la macchina comunale ha assunto decisioni specifiche?

«Sono stata costretta ad esempio a intervenire sulla situazione dei dirigenti a contratto, con un ridimensionato dei loro stipendi, come del resto prevede la legge».

Tornando a Genia, la politica, con un documento sottoscritto dalle forze di centrosinistra, le ha chiesto di fare un passo indietro, al fine di attendere l’insediamento del nuovo sindaco. Darà riscontro a questa istanza?

«Io devo tutelare il comune, pertanto per i motivi che ho illustrato non posso farlo. Ripeto: la dismissione di Genia era iniziata prima che io mi insediassi».

Che ricaduta avranno tali indirizzi sui lavoratori?

«Solo per il servizio Ambiente è previsto l’assorbimento del personale addetto da parte del nuovo gestore. Negli altri casi inserire una clausola del genere nei bandi significa partire da un prezzo a base d’asta più alto, in quanto per il privato sale il costo. In questo momento il comune non se lo può permettere».

In merito al Pgt (Piano di governo del territorio), che la Provincia di Milano ha impugnato davanti al Tar (Tribunale amministrativo regionale), ci sono aggiornamenti?

«Il vizio contestato riguardo il mancato parere del Parco agricolo era sanabile, ma la Provincia, che noi abbiamo incontrato, ha preferito andare avanti con il proprio ricorso. Noi come comune ci siamo costituiti, e a questo punto attenderemo il pronunciamento del Tar. Posso dire che l’iter del Pgt è stato in generale gestito con una certa superficialità».

Da funzionario esterno, come vede San Giuliano?

«Come una zona depressa. Ho trovato una certa freddezza, anche in comune. A differenza di altre esperienze, dove ho costruito rapporti sociali che sono proseguiti nel tempo, a San Giuliano ho percepito un clima diverso. Certo, questa non è una realtà facile. Posso dire in ogni caso che, come funzionario pubblico, ho avuto la libertà di fare dei passi necessari, che la politica avrebbe fatto molta fatica a compiere».


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