Dall’abbigliamento alle mascherine, Salvalaglio cambia a tempo record

Dall’abbigliamento alle mascherine, Salvalaglio cambia a tempo record

La storica azienda di San Martino riconverte la produzione e realizza 500 pezzi al giorno

Dall’abbigliamento femminile per i negozi di tutta Italia alle mascherine per Lodi e San Martino. «Bloccato per decreto tutto il nostro mercato, abbiamo voluto fare qualcosa di utile per la popolazione». La ditta Salvalaglio Confezioni Srl di San Martino si è riconvertita a tempo di record, e oggi è in grado di produrre 500 mascherine al giorno in cotone o tessuto non tessuto. Il prezzo? Dai 3 ai 4 euro circa, «perché non è un’attività di lucro».

La trasformazione è avvenuta in sole 16 ore, una volta capito che il Decreto Blocca Italia avrebbe fermato tutti i negozi d’abbigliamento dello Stivale, e dunque chiuso il mercato di sbocco dei prodotti dell’azienda, abbigliamento femminile soprattutto. «Nel giro di una giornata ci siamo attrezzati – spiega Enrico Salvalaglio -. Abbiamo impostato il modello per le mascherine, abbiamo preso il tessuto che avevamo a disposizione e abbiamo cominciato a produrle. Poi pian piano abbiamo adottato tessuti con trattamento antivirus e un buon effetto idrorepellente». Tecnicamente si tratta di mascherine filtranti prodotte in deroga, in base al Decreto Legge del 17 marzo 2020, che all’articolo 16 comma 2 prevede espressamente questo tipo di produzione. Non si tratta di mascherine sanitarie, che devono essere espressamente certificate e autorizzate, con un iter piuttosto complesso, ma di quelle ritenute efficaci in termini di protezione meccanica e per tanto autorizzate in deroga alle norme sull’immissione in commercio «fino al termine dell’epidemia».

«Una volta conclusa l’epidemia, torneremo a fare la nostra solita produzione – spiega Enrico Salvalaglio -. A meno che nel frattempo non si riesca ad ottenere la certificazione. Al momento ogni possibilità è aperta, si tratta di capire anche per quanto tempo proseguirà questa emergenza. La logica con cui abbiamo riconvertito la produzione, tutta made in Lodi, non è quella del profitto. In azienda lavoriamo soltanto noi titolari di fatto, e rispetto alla normalità è tutto estremamente ridotto. Però abbiamo colto questa necessità dalla gente, ne avevamo la possibilità, e allora l’abbiamo fatto. Per non tenere completamente chiusa la produzione, ma soprattutto per stare vicino alla nostra gente, perché siamo lodigiani da sempre».

Le mascherine al momento non seguono i canali di vendita tradizionali, ma di fatto sono consegnate a domicilio su Lodi, mentre da San Martino la gente arriva direttamente in fabbrica (via Agnelli 32). Se mai arriverà la certificazione, allora potranno aprirsi altri canali. Ma questa è un’altra storia.


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