Lodi, da DigitaLo le visiere protettive prodotte in 3D

Lodi, da DigitaLo le visiere protettive prodotte in 3D

Gli esperti di Yatta! realizzano un modello per gli operatori sanitari che si può sanificare e quindi riutilizzare

Lavorano da anni nel campo della fabbricazione digitale e della formazione tecnologica, per insegnare anche ai giovanissimi come mettere a frutto, nella vita, nuove competenze tecnologiche. E oggi, che i laboratori sono inaccessibili e la formazione dal vivo non è praticabile, hanno deciso di accendere le macchine e far partire il motore della solidarietà.

Ci sono anche gli esperti di Yatta!, realtà nata nel 2014 come primo makerspace di Milano e oggi esperti in formazione digitale e attivi anche a Lodi attraverso il progetto DigitaLo, polo dell’innovazione digitale allestito da una rete di partner con capofila il Comune di Lodi e sostenuto da Fondazione Cariplo con il bando dei Progetti emblematici 2017, nella macchina della solidarietà per l’emergenza Covid-19.

Attraverso il progetto “Shield-19”, che punta alla fabbricazione di visiere 3D rivolta agli operatori sanitari. Una struttura da usare in aggiunta ad altri sistemi di protezione, con la funzione principale di proteggere il viso dall’aeresol generato da starnuti o violenti colpi di tosse. Gli esperti di Yatta! hanno progettato e iniziato a realizzare una decina di giorni fa, anche recuperando alcune stampanti 3D del laboratorio allestito con il Cfp in piazzale Forni.

«Il 21 febbraio, quando abbiamo saputo del primo caso di Covid-19 di Codogno, eravamo proprio all’interno del laboratorio del Cfp, dove stavamo facendo un contest di progettazione per stampare in 3d oggetti di uso comune e la settimana successiva avremmo dovuto essere proprio a Codogno, ma tutto si è fermato – spiega Marco Lanza - : dieci giorni fa è nata l’idea di creare un nostro modello di visiera, realizzando le parti con una stampante 3D da completare con un semplice foglio di acetato da forare per collegarla alla struttura. Il concetto è creiamo una struttura che non è usa e getta e si può sanificare e riutilizzare, anche se non certificata. Con materiali di uso comune e di facile reperimento, perché altri possano produrla e distribuirla».

Dando vita ad una rete. «DigitaLo ci dà supporto e manforte, ma anche il Comune di Lodi ci sta sostenendo e ci ha permesso di prelevare due stampanti per produrre a casa – spiega Lanza - : l’auspicio è che sempre più persone aderiscano al progetto e la rete sia sempre più radicata e diffusa, così da aiutare più persone possibili. Come ci auspichiamo che ci siano anche donazioni di materiali per la realizzazione».


© RIPRODUZIONE RISERVATA