Cuoco ammazzato per rapina, giovedì il processo a New York

Cuoco ammazzato per rapina, giovedì il processo a New York

Una donna di 41 anni è l’unica imputata, ma si indaga ancora

Inizia giovedì alle 10, ora di New York, il processo innanzi alla corte distrettuale di Brooklyn per la morte di Andrea Zamperoni, il cuoco di Zorlesco di Casalpusterlengo di 33 anni che lavorava per Cipriani Dolci e che la polizia americana trovò senza vita il 21 agosto scorso in un albergo a basso costo del Queens, poco lontano dall’appartamento che condivideva con altri lavoratori. Nella camera, vicino alla salma del lodigiano nascosta in un grosso bidone, sotto la biancheria, c’era Angelina Barini, 41 anni, canadese irregolare in America e conosciuta come prostituta, che era stata immediatamente arrestata e che nelle due precedenti udienze si è dichiarata «non colpevole», dando la colpa al suo sfruttatore.

Zamperoni, come ha confermato l’autopsia, è morto per un’overdose da Fentanyl, un oppioide sintetico che ha un’ampia diffusione in America, come medicinale ma anche come droga illegale, e che è responsabile di migliaia di morti.

La 41enne, indagata in relazione ad altre tre morti sospette, secondo l’accusa aveva preso l’abitudine di far bere agli uomini con i quali si appartava un cocktail di stupefacenti, anche disciolti di nascosto in un liquore, al fine di addormentarli e poterli poi derubare. La stessa carta di credito di Zamperoni risulta fosse stata usata almeno un paio di volte dopo la sua morte per prelevare dollari.

L’udienza di giovedì sarà solamente per la sua morte. Sul banco degli imputati, la sola 41enne. «L’accusa è di spaccio, e non di omicidio preterintenzionale perché è una fattispecie di reato che negli Usa non esiste - spiega l’avvocato Antonio Secci di Sassari, cui si è affidata la famiglia di Andrea -, ma in America questa donna rischia vent’anni. Per un fatto simile, in Italia, se la sarebbe potuta cavare con sei anni». A Brooklyn ci sarà una collaboratrice di studio dell’avvocato Secci: «Abbiamo già presenziato alle due precedenti udienze - conclude l’avvocato Secci -, ma è una presenza muta, perché negli Usa non c’è la parte civile. E alla Barini sarà inutile, per quanto ne sappiamo, andare a fare una causa per un risarcimento dell’enorme danno morale».


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