Crisi al vertice per il Pdl di Lodi:Tadi sfiduciato dal suo gruppo

Alla fine la “bomba” è scoppiata: Sergio Tadi, capogruppo del Pdl in consiglio comunale, è stato sfiduciato dai compagni di partito. La comunicazione è stata presentata ufficialmente a palazzo Broletto alle 12 di ieri mattina, un documento nel quale si indicava il nome del sostituto: Lorenzo Maggi. In fondo al foglio c’erano quattro firme, quella dello stesso Maggi, Andrea Dardi, Vittorio Sala e Giuliomaria Montini. Una notizia esplosiva, ma solo fino a un certo punto, perché ormai da mesi le diatribe interne hanno rischiato di far precipitare la situazione; il vice coordinatore provinciale Giancarlo Regali sottolinea che più di una volta vertici e consiglieri hanno cercato di ricucire i rapporti con Tadi: «Questo è l’epilogo di una situazione che si trascinava da troppo tempo».

I consiglieri sono finalmente usciti allo scoperto, a scatenare la loro presa di posizione sono state soprattutto due questioni: il silenzio assordante che ha contraddistinto Tadi nel momento in cui Francesco Staltari ha attaccato duramente il partito e i suoi esponenti, abbandonando le fila del Pdl per i Popolari, e la decisione del capogruppo di continuare l’iniziativa “Consiglia il consigliere” proprio insieme a Staltari. «Questo silenzio è stato imbarazzante - affermano - e la mancata difesa del Pdl rappresenta un oltraggio al partito, ai suoi vertici, a tutti i militanti e ai nostri elettori. Riteniamo altrettanto inaccettabile il pensare di poter fare iniziative con un altro consigliere, Matteo Papagni, che ha lasciato mesi fa il nostro gruppo per entrare in Futuro e Libertà, un partito nato in aperto contrasto con il Pdl. Anche Papagni a suo tempo ha attaccato pesantemente i vertici del nostro partito, nel più totale silenzio del nostro ex capogruppo».

L’astensione di Tadi sull’intitolazione di una via a Sergio Ramelli, vittima degli estremisti di sinistra, e il suo “sì” al dimezzamento delle competenze della commissione bilancio - l’unica presieduta da un esponente del Pdl - hanno contribuito a inasprire sempre più la tensione. «Siamo consapevoli dell’importanza della decisione che abbiamo preso e ci teniamo a sottolineare che ci riconosciamo tutti pienamente nella guida politica dei vertici provinciali. Ringraziamo comunque Tadi e siamo pronti a proseguire con entusiasmo l’attività consiliare che ci aspetta, volta a contrastare con ancora maggior efficacia l’attività della giunta Guerini».

Sulla vicenda, il coordinatore provinciale Claudio Pedrazzini commenta: «Il gruppo consigliare ha preso una decisione nella sua autonomia. È stata una scelta assunta a maggioranza di cui il partito prende atto. Avevo invitato alla prudenza e alla consapevolezza di tutti, prima di avviare questa iniziativa. E ora mi auguro che si possa andare avanti in piena condivisione con il lavoro cominciato in comune a Lodi. Sarei rammaricato se dopo quanto successo ci siano delle fuoriuscite dal gruppo consigliare del Pdl. Spero quindi che continui a esserci coerenza e impegno da parte di tutti». Eppure il rischio che il partito possa perdere altri “pezzi” è reale.


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