Covid, segni di speranza dall’ospedale di Lodi
Operatori sanitari nella terapia intensiva di Lodi

Covid, segni di speranza dall’ospedale di Lodi

Si allenta la pressione, ma i sanitari invitano a non abbassare la guardia

Segni di speranza in corsia. I dati positivi arrivano dall’unità di crisi di martedì pomeriggio, che ha visto i vertici dell’Asst di Lodi, medici e primari, fare il punto della situazione. «Ci siamo confrontati anche con la Regione - spiega il direttore generale Salvatore Gioia -. Ci troviamo di fronte a un appiattimento della curva dei contagi. La situazione si sta stabilizzando. Ciò fa ben sperare rispetto all’evoluzione delle prossime settimane. Questo non vuol dire “liberi tutti”, o è “tutto finito”; anche se Lodi, in questa seconda ondata, non era tra le province più colpite, aveva visto un graduale aumento dei casi. Ora la situazione si sta stabilizzando. Questa settimana non abbiamo avuto i picchi di 34 casi di covid seri, in pronto soccorso, in una notte, come quella prima. Oggi (martedì, ndr), per esempio, ce n’erano meno di 10 in attesa di ricovero. Significa che le misure di contenimento stanno funzionando». Anche la pressione sulla parte dei ricoveri si sta allentando. La situazione epidemiologica ha fatto cambiare, momentaneamente, anche i piani di riconversione che riguardano l’ospedale di Codogno e la riconversione di medicina e chirurgia. «Apriremo, invece, ma solo al bisogno - spiega il manager - dai 10 ai 20 letti nel vecchio reparto di medicina uomini, poi usato come day surgery, ora vuoto e ripristinato. Lo teniamo come riserva. Il personale c’è già, nel frattempo verrà impegnato per le altre attività». Anche per quanto riguarda la terapia intensiva, la situazione è sotto controllo. L’Asst era già pronta, «grazie alla disponibilità del personale medico e infermieristico» ad aprire ulteriori 4 posti letto, ma anche questo, al momento non è necessario. Attualmente, negli ospedali lodigiani, sono ricoverati 175 pazienti covid, 32 sub acuti e 143 acuti, 28 dei quali con la cpap. A questi si aggiungono i 13 pazienti covid ricoverati in terapia intensiva, a Lodi e Codogno. «La situazione è gestibile - ribadisce il direttore -. Mi fan ben sperare anche per il potenziamento della ripresa dell’attività rivolta a pazienti affetti da altre patologie, attività che non è mai cessata in queste settimane. Abbiamo avuto qualche caso di rallentamento legato alla mancanza di personale medico. Devo dire che se la situazione continua così, prima della pausa natalizia riusciremo a fare una volata finale per recuperare, il più possibile, visite ambulatoriali, ricoveri e interventi chirurgici non covid. I colleghi stanno lavorando bene».


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