COVID Nell’Ats Milano-Lodi i guariti superano i nuovi positivi: non succedeva da fine novembre

COVID Nell’Ats Milano-Lodi i guariti superano i nuovi positivi: non succedeva da fine novembre

Il picco dei sintomi sarebbe stato il 29 dicembre, poi un evidente calo

Più guariti che nuovi contagi: il dato dell’ultimo report dell’Ats Città metropolitana evidenzia un trend che finora è stato legato all’inizio della fine delle ondate di contagi da virus Sars.CoV2. Il “sorpasso” è collocato dai grafici tra il 15 e il 16 gennaio e indica 12.600 guariti contro circa 11mila nuovi positivi. I nuovi positivi erano tornati a superare i guariti dalla fine di novembre, e da allora non avevano più smesso. Anche perché, al netto del trend epidemico, con l’aumento del carico di tamponi serve qualche giorno in più per avere l’appuntamento per il test “di liberazione” dall’isolamento.

Più donne che uomini

C’è un dato che l’unità di epidemiologia dell’Ats di Milano monitora fin dai primi giorni della pandemia del Covid-19, ed è quello del rapporto tra uomini e donne positivi. Può sembrare uno sterile vezzo da appassionati di statistica ma alla fine qualcosa è emerso: mentre finora il numero di uomini positivi al tampone è sempre stato superiore a quello delle donne, fino a quasi l’1,5 per cento ai tempi del cosiddetto “paziente 1” (che tale non era, ndr.), e peraltro il picco della maggior incidenza di uomini sulle donne coincideva con i picchi pandemici, almeno nell’Ats di Milano e Lodi, questa volta, e a partire dal 14 dicembre, il numero di donne positive sta aumentando rispetto agli uomini, ed è arrivato, al 5 gennaio, a un’impercettibile prevalenza dello 0,5 per cento. Dato che recentemente l'Iss ha indicato un’attuale diffusione all'80% della variante Omicron nei nuovi casi, si potrebbe pensare che l’ultima mutazione del virus si sia adattata di più anche al genere che prima colpiva un po’ meno. O che la flessione della curva di prevalenza del genere maschile posa indicare, come già avvenuto nelle precedenti ondate, la fine della pandemia. Il motivo, però, ce lo diranno forse un domani i virologi. Questi sono solamente i numeri, che, su grandi basi statistiche, hanno il loro significato.

Il crollo dei ricoveri

C’è un altro indicatore che dà speranza (con la S minuscola) nell’ultimo report dell’Ats, ed è quello dei ricoveri: si è passati dal picco di quasi 250 ricoveri per malattia legata a positività al Covid-19 dell’1-2 gennaio, in tutti gli ospedali del territorio dell’Ats Città Metropolitana, a un ultimo valore, a metà gennaio, di poche unità. E c’è anche una flessione, molto meno marcata, per gli ingressi in terapia intensiva, da una decina al giorno a poco più della metà. I valori vengono poi modificati e aggiornati dagli epidemiologi dell'Ast perché i flussi di dati possono arrivare con ritardi differenti dai vari ospedali e centri di raccolta delle informazioni, ma che il peggio fosse alle spalle lo diceva già la curva “data sintomi” il cui picco è ora collocato al 29 dicembre, con 7.600 casi nelle province di Milano e Lodi, con un ultimo dato (provvisorio) al 13 gennaio di 2.022.


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