Covid, l’indice Rt della Lombardia svolta al ribasso da dieci giorni, verso una riduzione dei contagi
Il grafico dei nuovi positivi settimanali, in rosso, e dell’indice Rt dell’Ats Metropolitana (Lodigiano e Milanese)

Covid, l’indice Rt della Lombardia svolta al ribasso da dieci giorni, verso una riduzione dei contagi

Il dato è aggiornato a domenica ma il Governo per decidere le “zone” continua a utilizzare i dati delle settimane precedenti

La Lombardia con un Rt di 0,958, calcolato a domenica scorsa, è rimasta in zona rossa per la terza settimana di fila, mentre il Lazio, il cui Rt è a 1,02, è diventato zona arancione: sono i paradossi delle ordinanze del ministero della Salute che vengono adottate al venerdì o al sabato ma sulla base dei dati del monitoraggio di una settimana prima, e che quindi “inseguono” i veri dati epidemiologici. I valori dell’indice di diffusione del contagio da nuovo coronavirus nel tempo (Rt) “giornalieri” che seguiamo ormai da mesi sono quelli calcolati dal professor Davide Tosi dell’Università dell’Insubria, e il dato che fa sperare è che, a domenica, anche l’Italia è finalmente scesa nella media generale a un Rt inferiore a 1, a 0,978. Non succedeva da inizio febbraio. «Questa settimana 145.000 nuovi casi, contro i 153.200 della settimana precedente e i 155.600 di due settimane fa», sottolinea Tosi. La flessione è iniziata 10 giorni fa.

Riguardo ai dati delle province lombarde, Lodi è sul podio del miglioramento. Il territorio che ha avuto il miglior Rt della Lombardia nell’ultima settimana è stata la provincia di Pavia, a 0,921 (discesa iniziata il 9 marzo), seguita da Brescia (0,922, flessione dal 27 febbraio), Lodi (0,942, flessione dal 9 marzo), Como 0,946, Varese, 0,947, Bergamo 0,955, Mantova a 0,963, Lecco a 0,968, Milano 0,973, Cremona a 0,989, Sondrio 0,997, Monza è la peggiore a 1,015.

«Alla luce di centinaia di verifiche sui dati dei contagi, posso affermare che è matematicamente confermato che le zone “ a colori” impattano effettivamente sull’andamento del contagio: c’è una perfetta correlazione temporale (time-lag di due settimane) tra il livello di restrizioni introdotte e la riduzione/aumento degli indici Rt: restrizioni più alte dopo 2 settimane inducono cali più significativi nell’indice Rt - conclude Tosi - il fattore che più impatta a livello di restrizioni risulta essere l’apertura/chiusura delle scuole, dato che dagli indici di mobilità di Google non emergono variazioni significative nelle diverse zone. Per questo le riaperture dovranno essere accompagnate da misure e controlli adeguati».


© RIPRODUZIONE RISERVATA