COVID La protesta dei Comuni lodigiani finiti in rosso

Immediata reazione dopo la diffusione dei dati da parte dell’Ats: «È un indicatore non adatto a noi»

«Il Lodigiano andrebbe suddiviso in tre grandi aree per avere un’indicazione realistica di come sta andando realmente l’epidemia in queste settimane»: così il sindaco di Casaletto Lodigiano Narhalie Sitzia riflette alla luce dei dati diffusi dall’Ats Città Metropolitana, competente sia per la provincia di Milano sia per quella di Lodi, che ha voluto calcolare il numero di nuove diagnosi di Covid-19 settimana per settimana, proiettandolo per ciascun comune su 100mila abitanti. Che Maccastorna o Casaletto Lodigiano ovviamente non hanno (la prima ne conta una settantina, il secondo poco meno di tremila). Ma l’indicatore dei “casi per 100mila”, chiamato tasso d’incidenza, è così significativo per gli epidemiologi da essere inserito nell’ultimo Dpcm per stabilire l’istituzione di zone rosse, proprio quando supera i 250 nuovi casi in una settimana ogni 100mila abitanti.

A Casaletto, uno dei 13 comuni del Lodigiano attualmente evidenziati in blu scuro sulla mappa dell’Ats, l’indice della prima settimana di marzo è 341 (casi per 100mila abitanti) ma se si va indietro di cinque settimane il valore è zero, perchè in 7 giorni di fila non c’erano stati casi. In numeri, il 7 marzo Regione Lombardia aveva contato per Casaletto 131 casi da inizio pandemia, l’1 marzo 121. Dieci casi la settimana per (circa) 3mila abitanti, significa che 3,3 residenti su mille in quella settimana sono risultati contagiati. Moltiplicato per cento, si arriva al numero dell’Ats. Qualcuno ieri si è preoccupato nel ritrovare il proprio piccolo Comune nell’elenco a “rischio zona rossa” e infatti le autorità considerano anche altri elementi. In un centro con pochi abitanti, del resto basta un piccolo focolaio familiare per “sforare” la soglia. «L’Ats tra l’altro fa pervenire ai sindaci dati non allineati nel tempo - sottolinea al riguardo Emma Perfetti, sindaco di Castiraga Vidardo, altro Comune in “red list” - e questo può creare picchi nei numeri. Ogni due giorni aggiorniamo la cittadinanza sulla situazione, e i contagi da un anno sono stati circa 155. Il numero dell’incidenza per 100mila, letto da solo, può indurre confusione».

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