COVID Il Predabissi potenzia la terapia intensiva
Per il momento la situazione è sotto controllo, ma gli ospedali si preparano

COVID Il Predabissi potenzia la terapia intensiva

I posti sono passati da 15 a 37, il Policlinico San Donato è pronto a riaprire l’area Covid

Giulia Cerboni e Stefano Cornalba

L’ospedale di Vizzolo Predabissi si prepara all’eventuale seconda ondata dell’epidemia potenziando le terapie intensive che sono passate da 15 a 37 posti letto. Anche se per il momento il nosocomio rimane Covid free, nel caso in cui si dovesse ripresentare una nuova emergenza sono stati quindi effettuati gli investimenti necessari per rafforzare la risposta rivolta ai malati più gravi che necessitano della rianimazione. Per il momento i pazienti che arrivano in pronto soccorso con sintomi da Covid ricevono le prime cure nella zona grigia, dopodiché vengono indirizzati al San Matteo di Pavia che è l’hub di riferimento. Inoltre nella stessa struttura ospedaliera il lavoro nei laboratori prosegue ininterrotto in quanto vengono evasi tra i 600 e i 650 tamponi al giorno.

Anche il Policlinico San Donato, altro nosocomio Covid free, è pronto a riaprire nell’arco di qualche giorno la propria area Covid da un centinaio di posti letto e a mettere a disposizione dei pazienti affetti da coronavirus le sue terapie intensive. Sebbene dunque in questa fase le strutture ospedaliere del territorio stanno andando avanti a curare i pazienti con altre patologie, c’è un’organizzazione capace di mettersi in moto con tempi molto celeri. Nel frattempo nei pronto soccorsi sono aumentati i casi con sintomi Covid anche se spesso i pazienti che arrivano spaventati con il timore del contagio in realtà si trovano poi davanti a un tampone negativo. Nel pronto soccorso del Gruppo San Donato dall’inizio di ottobre sono entrati 15 pazienti con sintomi Covid, di cui 5 sono risultati positivi. Di questi 2 sono stati indirizzati negli hub di riferimento indicati da Regione Lombardia e gli altri tre, che non erano gravi, sono stati curati a casa in isolamento fiduciario. Per il momento dunque non sono stati riscontrati particolari segnali di allarme, sebbene arriva un’ulteriore conferma che lo scenario, con l’aumento dei contagi, sia meno sereno rispetto a quello di qualche settimana fa.


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