Covid, il ministro Speranza alla Camera: «L’emergenza non è finita» - VIDEO

Annunciati i contenuti del nuovo Dpcm: «Mascherine all’aperto, controlli stretti sugli assembramenti, lavarsi le mani»

«I dati italiani peggiorano da nove settimane e non possiamo ignorare la situazione grave di altre nazioni europee»: il ministro della Salute Roberto Speranza in mattinata alla Camera ha rilanciato l’allarme covid, alla vigilia del nuovo Dpcm annunciati dal premier Giuseppe Conte. «Il virus aveva colpito solo una parte d’Italia, oggi in questo secondo passaggio non c’è più una territorialità, con una parte del paese colpita solo in maniera marginale. Lo studio condotto con Istat e Croce Rossa ha indicato che la sieroprevalenza in Lombardia a luglio era al 7%, in altre regioni all’1%, ora i numeri ci indicano con grande chiarezza che la crescita è diffusa e generalizzata e colpisce anche i territori risparmiati nella fase precedente, e quindi il Paese non è fuori dai rischi. Ci sarà bisogno in queste ore di ripristinare come già nei mesi precedenti la massima condivisione tra Stato e Regioni». »I risultati non sono acquisiti per sempre e dovremo continuare sulla linea della prudenza che finora di ha guidati. La direzione del Governo è verso la continuità dello stato di emergenza fino al 31 gennaio. L’emergenza non è finita».

«Protezione civile, comitato tecnico scientifico, sono un’impalcatura che ha funzionato. E nella storia d’Italia, dal 2004, abbiamo avuto 154 dichiarazioni di stato di emergenza, di cui 84 sono state rinnovate, riguardanti però eventi con un inizio e una fine come un terremoto o un’alluvione, mentre ora dobbiamo valutare la specificità di un’epidemia, che si protrae nel tempo. Io penso che nel prossimo Dpcm dobbiamo continuare sulla linea della prudenza che ci ha guidati finora. Il dpcm sarà pronto per la serata di domani, per continuare a gestire l’epidemia e dare al Paese il segnale di un primo rafforzamento delle misure, in sintonia con la tendenza alla risalita dei casi. Le tre regole fondamentali sono l’asse portante del Dpcm che andremo a proporre al Parlamento e poi alle Regioni: le tre regole che abbiamo chiesto con insistenza ai cittadini italiani di rispettare sono, la prima, l’utilizzo corretto delle mascherine che sono lo strumento fondamentale per contrastare la diffusione del covid. Valutiamo l’estensione dell’obbligo anche all’aperto e diciamo ai cittadini del nostro Paese che dobbiamo fare uno sforzo in più, in ogni situazione in cui rischiamo di trovare cittadini non conviventi ci deve essere l’obbligo di portare queste mascherine. Gli ultimi dati ci dicono che i nuovi contagi avvengono perlopiù tra amici e familiari. La seconda regola essenziale è il distanziamento di almeno un metro e il divieto di assembramenti, norme già vigenti nel nostro Paese che però dobbiamo rendere più esecutive possibili in questo periodo di ripresa del virus: lavoriamo per aumentare il livello dei controlli, gli assembramenti sono un rischio reale che non possiamo permetterci. Il terzo punto è il lavaggio delle mani. Queste le regole essenziali, che sono condivise da tutta la comunità scientifica mondiale».

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