COVID Era tutto pronto per l’allargamento della zona rossa di Codogno ma non se ne fece niente
Fontana con il sindaco di Codogno Passerini

COVID Era tutto pronto per l’allargamento della zona rossa di Codogno ma non se ne fece niente

Fanpage diffonde un audio in cui il governatore Fontana precisa al prefetto Cardona e alla Protezione civile di Roma i nomi di altri 9 comuni lodigiani e cremonesi da inserire, ma la decisione non venne mai presa

Nell’audio che Fanpage.it pubblica in esclusiva si sente il governatore Fontana nel pomeriggio del 23 febbraio in linea con il prefetto di Lodi, Marcello Cardona e i vertici della protezione civile da Roma dettare i nomi dei comuni lodigiani e cremonesi da coinvolgere nell’allargamento della zona rossa. Il primo citato, è un errore: “Casalpusterlengo? Ah no, c’era già”, si corregge Fontana. Poi l’elenco: “Santo Stefano Lodigiano, San Rocco al Porto, Corno Giovine, Cornovecchio, Caselle Landi, Pizzighettone, Formigara, Gombito, e Brembio”.

Dall’audio si comprende come tutto fosse pronto, dal dispiegamento dell’esercito ai check-point. Mancava solo il via libera formale della giunta regionale. “Appena Attilio mi formalizza, ma già lo sapevo perché me l’aveva comunicato Giulio (Gallera ndr), questi comuni”, spiega il prefetto. Ma la decisione non è stata mai presa e il lockdown è rimasto solo per Codogno e i primi 9 comuni.


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