Cornegliano, le campane danno fastidio a qualcuno
La chiesa parrocchiale di Cornegliano

Cornegliano, le campane danno fastidio a qualcuno

Lettera anonima chiede di “spegnere” il campanile parrocchiale

Uno è stata indirizzata all’ufficio tecnico comunale, al parroco e alla curia lodigiana. E una direttamente al sindaco di Cornegliano Laudense, Claudio Moneta. Entrambe firmate dalla stessa sigla “ufficio legale dei cittadini” per lanciare un messaggio simile e chiedere un intervento perché le campane della parrocchiale, in sintomi, «fanno troppo rumore». È quanto accaduto negli ultimi giorni a Cornegliano Laudense, tutt’intorno alla chiesa parrocchiale, in pieno centro, con affaccio su via Lodi, di fronte al municipio.

Niente da dire sul rintocco tradizionale che annuncia ai fedeli le funzioni religiose, ma quello che segna ogni ora è troppo secondo i residenti che hanno preso carta e penna. «Dà fastidio e il sindaco, quale responsabile della tutela della salute pubblica deve intervenire» è una delle richieste inoltrare al primo cittadino della comunità Claudio Moneta. «Le due lettere sono simili e in entrambe non c’è nessuna indicazione del destinatario - spiega il primo cittadino Moneta - se non questo generico “ufficio legale dei cittadini”, che compare anche nell’indirizzo mail, ma chiunque può aprire un indirizzo mail simile e mettersi a scrivere questa lettera. Quindi abbiamo subito chiesto al mittente di qualificarsi, con nome cognome e un recapito telefonico. La risposta che abbiamo ottenuto però è l’amministrazione è responsabile della salute pubblica dei cittadini e che i decibel del suono delle campane per il rintocco delle ore sono più alti del consentito». In paese però non ci sono stati cambiamenti. «Le campane ci sono sempre state e si avvertono di più a ridosso del centro - continua il sindaco Moneta - : o si tratta di qualche nuovo residente, che vive qui da poco o forse, complice lo smartworking e la lunga permanenza a casa anche durante le ore del giorno, qualcuno se n’è reso conto solo ora. Io posso dire che la porta del mio ufficio è sempre aperta. Non c’è bisogno di nascondersi dietro lettere anonime».


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