Contagi in casa di riposo, figlia riporta a casa la mamma di 83 anni
La Rsa di Mediglia

Contagi in casa di riposo, figlia riporta a casa la mamma di 83 anni

«Ho preso due anni di congedo parentale dal lavoro e siamo felici così, anche se si trovava bene»

Franca, 83 anni, è tornata a casa. Dopo poco più di un anno trascorso come degente alla Rsa (Residenza sanitaria assistenziale) Borromea di Mombretto, la figlia Cinzia Bisoni ha deciso di prendersi cura direttamente di lei. Figura storica della battaglia locale e poi nazionale sulla gestione dei contagi da covid-19 nelle case di riposo, Cinzia Bisoni ha deciso di chiedere l’aspettativa dal posto di lavoro per occuparsi a tempo pieno della propria cara. «Dal 3 ottobre mia madre è a casa con me – spiega Bisoni -: ha i suoi spazi, perché viviamo in una villa a doppio livello, ma potrò starle vicina quotidianamente». Franca era entrata nella Rsa di Mombretto il luglio dello scorso anno. Pochi mesi prima, a febbraio, una caduta in casa le aveva provocato diverse complicanze e ha avuto bisogno di assistenza continuativa che non poteva esserle assicurata a domicilio. »È stato un anno davvero molto difficile e ho maturato la convinzione di prendermi del tempo per me e la mia famiglia – illustra Bisoni -. Ho ottenuto due anni di congedo parentale per affrontare questo percorso, anche in virtù di una situazione generale, in cui purtroppo siamo stati investiti da una nuova ondata di contagi. Non è certo una decisione presa contro qualcuno, sicuramente non contro la struttura, in cui mia madre si è sempre trovata bene. Due settimane fa, quando sono andata a prenderla, ho cercato di spiegarle la situazione. Lei, col sorriso sulle labbra, mi ha detto che non se ne era accorta». Se è vero che da Bisoni è iniziata una battaglia anche dai toni accesi, è altrettanto vero che quella battaglia che è sfociata anche in azioni giudiziarie era ed è rivolta ai vertici che gestiscono le strutture sanitarie e non agli operatori sanitari «che svolgono con coraggio e competenza il loro lavoro». Ecco perché, proprio per esprimere la propria gratitudine per l’impegno dedicato in questo anno alla Rsa, ha voluto portare al personale di Mombretto un piccolo dono (16 confezioni di caffè) con una lettera di ringraziamento: «Grazie è la parola che ha sempre utilizzato la mamma rivolta a chi, durante la sua permanenza nella struttura, gli ha fatto dono di un saluto. Un ringraziamento a coloro che ci sono sempre stati e hanno continuato a lavorare e prestare assistenza, nel periodo di maggiore criticità, a muso duro, nonostante le condizioni interne ed esterne fossero avverse o manipolatori, come le considerazioni nei miei confronti».


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