Con nasi rossi e costumi da clown regalano un sorriso agli ammalati

Con nasi rossi e costumi da clown regalano un sorriso agli ammalati

I giovani coinvolgono pazienti, parenti e operatori sanitari. Il 16 febbraio “porte aperte” in ospedale al Predabissi

Barbara Sanaldi

Il sorriso come arma potente per superare dolore, difficoltà e disagio, e la voglia di mettersi in gioco trasformando leggerezza e allegria in occasioni di incontro e sostegno concreto. È quanto da poco più di quattro anni fanno i “Quarky”, ragazzi e ragazze, «ma anche qualche adulto capace di mettere a disposizione esperienza e saggezza» dice sorridendo Giulia Bonizzi, portavoce e responsabile dell’associazione, che hanno fatto della clownterapia e della voglia di esserci realtà attiva e partecipata per le strutture sanitarie del Sudmilano.

. Lavorano, con naso rosso, cravattoni colorati e tanta allegria, presso l’ospedale Predabissi di Vizzolo – ma anche in altre strutture lombarde e non solo, e presso la Casa di riposo Castellini di Melegnano – portando occasioni di divertimento e sollievo per i pazienti ricoverati nei diversi reparti del nosocomio «senza distinzione di età – dice Giulia Bonizzi – perché l’intento è quello di offrire attimi di leggerezza sia per gli adulti sia per i piccoli».

I clown del sorriso, nati nel 2015 da una chiacchierata tra amici, sono oggi un’associazione di promozione sociale che mette in pratica quello che è il motto riportato sul loro sito, quel “Siamo gocce di persone in un mare di risate, un cerchio di emozioni raccontate! Per ogni sorriso regalato io conto, tu conti, noi contiamo” che è programma e dichiarazione d’intenti. Il nome dell’associazione arriva poi dai Quark, le più piccole particelle dell’universo che unite danno forma ad ogni cosa.

«Il lavoro che facciamo – spiega così Giulia – è quello di coinvolgere quante più persone possibile. Pazienti ricoverati, ma anche i familiari, infermieri e medici, con animazioni, giochi e sorrisi che diventano potenti mezzi di sollievo».

I volontari, una trentina di giovani, età media 30 anni, sono presenti tutte le settimane nei reparti del Predabissi dove per qualche ora trasformano le stanze in luoghi di gioco e leggerezza, «fermamente convinti che le attività del clown in contesto sanitario e sociale siano importante mezzo d’evasione dal percorso di malattia e sofferenza». Un impegno continuo e costante, che prevede anche momenti di incontro e promozione, per farsi conoscere e sensibilizzare sull’importanza della partecipazione. Tra gli appuntamenti da non perdere c’è così la giornata “porte aperte”, il 16 febbraio al Predabissi per un pomeriggio di giochi ed attività di gruppo per scoprire come diventare “clownterapeuta”. Per informazioni è possibile consultare il sito www.quarky.it o l’omonima pagina Facebook.


© RIPRODUZIONE RISERVATA