Con l’epidemia uffici chiusi e con orari ridotti, Poste in crisi nel Lodigiano
L’ufficio postale di Codogno chiuso per due settimane il pomeriggio (Gozzini)

Con l’epidemia uffici chiusi e con orari ridotti, Poste in crisi nel Lodigiano

I sindacati lamentano la mancanza di personale: «L’emergenza peggiora un problema segnalato da anni»

Chiusure a raffica degli uffici postali nel Lodigiano. Valera, Salerano e Tavazzano in sequenza hanno abbassato le saracinesche. E per far fronte alle assenze da positività e quarantena, Poste Italiane ha anche ridotto in tutta Italia gli orari degli uffici a doppio turno, nella provincia di Lodi quelli di Casale e Codogno. «Carenza di organico, problema non nuovo, acuito dalla situazione pandemica in peggioramento», dicono i sindacati.

«Ci è stata comunicata la riduzione oraria degli sportelli a doppio turno in ragione dell’evolversi della situazione pandemica fino alla fine di gennaio – afferma Sergio Blasi, della Slp Cisl -. Come sindacato possiamo accettare una modifica temporanea dovuta all’emergenza, ma siamo fermi nella richiesta di riapertura completa non appena le condizioni miglioreranno. C’è una situazione difficile di personale per isolamenti e quarantene, e questo cade su una carenza di personale estesa, che è un tema aperto da anni. Abbiamo avuto 18 nuovi innesti nel sistema degli uffici, e altri 10 dovrebbero arrivare a brevissimo tra i portalettere. Ci daranno una mano, ma è da anni che il sindacato denuncia la mancanza di personale tra pensionamenti, quota 100 e turn-over, non sufficientemente rimpiazzato». In provincia di Lodi ci sono circa 25 uscite l’anno tra il personale, e le assunzioni sono sempre molte di meno. La Cgil batte duro su questo tasto: «Ci viene spiegato che la digitalizzazione dei servizi va a sopperire almeno in parte alla diminuzione di personale, ma chi vive lo sportello sa che la realtà è ben diversa e le persone si recano in posta per numerosi servizi – dice Morwenna Di Benedetto della Slc Cgil -. La carenza di personale si riflette inevitabilmente sul servizio offerto alla popolazione. Gli operatori postali si ritrovano tra l’incudine dell’azienda, che chiede di raggiungere obiettivi stringenti, e il martello degli utenti, che non accettano disservizi o ritardi. Siamo tutti sotto forte pressione».

Quello del rapporto con il pubblico è un problema molto sentito dai sindacati delle poste, come spiega ancora Sergio Blasi: «Gli operatori postali sono spesso nel mirino dei cittadini e anche alla prima riduzione oraria la gente punta il dito contro i lavoratori, che però subiscono allo stesso modo queste decisioni. Nessuno invece si ricorda degli sforzi profusi durante la zona rossa, quando abbiamo garantito aperture e abbiamo sempre distribuito le pensioni».

Non c’è particolare preoccupazione, per il momento, sulla salute degli operatori. La Cisl sottolinea che tutti i protocolli sono rispettati alla lettera dall’azienda, la Cgil non solleva questioni particolari, anche se rileva come in alcuni uffici postali sia saltato il contingentamento degli utenti, chiedendone il ripristino immediato.n


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