CODOGNO Ruba il furgone lasciato in moto, ma viene pizzicata dalle telecamere
Scorcio di via Cavallotti dove si è consumato il furto del furgone (Gozzini)

CODOGNO Ruba il furgone lasciato in moto, ma viene pizzicata dalle telecamere

Il sistema di occhi elettronici permette di individuare la responsabile del blitz

Il conducente lascia il furgone in moto ed entra nel negozio Essea Impianti di via Cavallotti per sbrigare una commissione veloce, una donna adocchia il mezzo incustodito, e come nella scena di un film, monta su e si dà alla fuga. Poteva finire così e invece è durata appena qualche ora, la scorribanda della ladra che nel primo pomeriggio di lunedì si è impossessata del Fiat Talento posteggiato di fronte al negozio a insegna verde aperto a luglio di fronte alle Poste, dove l’autista lo aveva lasciato, convinto di fare alla svelta e ripartire. Grazie alle telecamere di video sorveglianza comunali che presidiano tutti gli ingressi in città, giunta la segnalazione del furto, al comando della polizia locale hanno inserito la targa e rintracciato immediatamente il furgone in uscita da Codogno, mentre si dirigeva verso Somaglia. Quindi i dati sono stati trasmessi alla compagnia dei carabinieri di Codogno che ha avviato le ricerche in zona, ma la vera sorpresa è arrivata poco più tardi, quando gli occhi elettronici hanno registrato un nuovo passaggio del furgone, questa volta mentre rientrava in città da viale Volta, per poi transitare dal don Bosco. Ricevuto il nuovo alert i carabinieri si sono messi sulle tracce del mezzo e hanno fermato la donna nei pressi dell’hub vaccinazioni in viale Resistenza. Il mezzo è stato recuperato e restituito al legittimo proprietario. Un’operazione “lampo” che senza la video sorveglianza ai “varchi” sarebbe stata impossibile, come spiega il sindaco Francesco Passerini: «Le telecamere hanno permesso d’identificare gli scenari degli spostamenti che questo “oggetto” ha fatto. Quando gli investimenti portano risultati validi è positivo – riflette -. Ringrazio il comando della polizia locale e i carabinieri che hanno concretamente fermato l’autore di reato, di certo è un messaggio chiaro che gli strumenti di vigilanza servono. Come dimostra questo episodio, la sicurezza urbana dev’essere al massimo livello per poter consegnare alla legge nel minor tempo possibile i trasgressori».


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