CODOGNO Riaprì le Poste nella zona rossa: Donata Cobianchi sarà Maestra del lavoro
Donata Cobianchi, 59 anni, “eroe” delle Poste (Gozzini)

CODOGNO Riaprì le Poste nella zona rossa: Donata Cobianchi sarà Maestra del lavoro

Il presidente della Repubblica assegna la Stella al merito alla 59enne diventata nel frattempo responsabile degli uffici di Casalpusterlengo

Il 2 marzo 2020, arrivando a Codogno a riaprire l’ufficio postale chiuso da due settimane – dall’inizio della prima “zona rossa” -, ad aspettarla già alle 7.30 del mattino c’erano gli stessi pensionati di sempre, quelli che anni prima, quando Donata Cobianchi era in servizio in città, il primo del mese si presentavano puntuali a ritirare la loro pensione. «Donata, sei tu!» le avevano detto felici. La 59enne di Santa Cristina e Bissone, nel frattempo assunta al ruolo di responsabile dell’ufficio postale di Casalpusterlengo, era stata l’unica a rispondere alla chiamata dei superiori per andare a riaprire l’ufficio postale di Codogno. La città “lazzaretto” dove nessuno voleva entrare. Uno spirito di servizio che il Capo dello Stato Sergio Mattarella ha deciso di “premiare” conferendole il titolo di “Maestro del lavoro con la stella al merito”. La cerimonia di consegna si terrà per il prossimo Natale o addirittura il prossimo 2 Giugno, quando ritualmente è calendarizzato il conferimento, ma sin d’ora la responsabile Poste assapora la gioia. «La settimana scorsa quando ho ricevuto sulla mia posta aziendale la mail da un mittente che non conoscevo e ho letto: “Sono lieto di comunicarle che il Presidente Sergio Mattarella le ha conferito…” non volevo crederci – racconta -. Sapevo che l’anno scorso il mio direttore di filiale aveva fatto la proposta, ma mi aveva detto di non aspettarmi niente, perché le proposte sarebbero state chissà quante, e proprio qualche giorno fa mi era capitata la cartellina tra le mani e mi ero detta che potevo archiviarla perché l’avevano dato sicuramente a qualcun altro».

E invece poco dopo la sorpresa. Mai come ora inaspettata. «È per me una grande contentezza – riflette –. Un riconoscimento che accolgo con umiltà, perché credo di avere fatto solo il mio dovere». In quei giorni, quando rintanarsi in casa pareva l’unico modo “forse” per salvarsi dal Covid-19, in realtà aveva significato molto di più. E che fosse così Cobianchi aveva potuto leggerlo negli occhi degli anziani davanti all’ufficio: «Il primo del mese quando paghiamo le pensioni, i primi sono sempre gli stessi, che si presentano per ritirare la loro pensioncina e tirare magari al 20 del mese». Senza la “maestra del lavoro” Donata allora non avrebbero avuto da sostentarsi.n


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