Codogno, parole grosse e sedie rovesciate in un bar per le mascherine
Il bar teatro della movimentata protesta dei clienti, sono intervenuti i carabinieri (Foto by Gozzini)

Codogno, parole grosse e sedie rovesciate in un bar per le mascherine

La titolare: «Vanno indossate anche quando si parla tra clienti, lo impone il Dpcm»

Entrano in sei al Kalimera Cafè senza mascherina, la titolare chiede d’indossarla e si scatena il putiferio. Scene da Far West martedì intorno alle 23 al bar di via Diaz a Codogno dove la titolare Eleonora Manini si è trovata a fronteggiare sola un 40enne codognese del gruppetto di sei, che al “rimprovero” ha reagito scaraventando a terra un tavolo e una sedia tanto da danneggiarli e minacciando di distruggere il locale. «Erano due coppie di quarantenni e due anziani, tutti senza mascherina, sono entrati di corsa e si sono messi in fondo alla saletta attaccando due tavolini – spiegava ieri mattina la 35enne ancora scossa -. Io li ho serviti, poi mentre uno è venuto a pagare, al tavolo hanno rotto un bicchiere e da lì è successo il finimondo». Al rumore del vetro che s’infrangeva sul pavimento, la donna si è recata al tavolo intenzionata a far rispettare il decreto appena varato dal governo, ottenendo però l’esatto opposto. Non volendone sapere della mascherina il 40enne infatti è andato su tutte le furie, prima insultandola e poi prendendosela con tutto quello che aveva attorno. «Gli ho detto che erano in sei, senza mascherina e che mi avevano anche rotto un bicchiere, ma mi hanno ribattuto che la mascherina ce l’avevano ma stavano bevendo e hanno iniziato a tirarla fuori, chi ce l’aveva al braccio, chi nella borsa. Gli ho spiegato che mentre parlavano però dovevano tenerla, e siccome mi dispiaceva per gli anziani gli ho detto che io la mia nonna che ha ottant’anni la proteggo e le faccio mettere la mascherina dappertutto. Abbiamo una pandemia mondiale, tutto il mondo la mette e probabilmente bisognerebbe chiudere i locali. È un comportamento davvero assurdo», commentava sempre ieri la barista. Che martedì sera però ha capito di non poter ragionare quando a un certo punto «il quarantenne che era con la fidanzata si è alzato e ha iniziato a gridare: “ti distruggo tutto”, “ti spacco tutto” – ricordava Eleonora mimando la scena ai clienti -. Anche la sua compagna gridava e intanto mi veniva “sotto”. Avevo paura che mi tirasse una sberla e se me la tirava me la sarei presa, perché io al massimo urlo, ma le sberle non le so dare». Temendo seriamente per sé, la donna si è così rintanata in bagno con il cellulare e ha allertato i carabinieri che sono subito accorsi sul posto. Nel frattempo il gruppo di avventori era però uscito dal locale e i militari non hanno potuto far altro che ammonire i sei sull’obbligo d’indossare la mascherina.

Essendo mezzanotte, per la paura che tornassero, Eleonora ha chiesto ai militari di aspettare che chiudesse il locale, e così ha fatto, andando a dormire col pensiero di recarsi ieri mattina al bar e trovare qualche sorpresa. «Avevo paura che mi facessero qualche dispetto. Per fortuna non è successo».


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