CODOGNO Nel cuore della prima “zona rossa” si tifa perché Mattarella ci ripensi
L’arrivo del presidente Mattarella a Codogno (Gozzini)

CODOGNO Nel cuore della prima “zona rossa” si tifa perché Mattarella ci ripensi

I cittadini ricordano con affetto e commozione la visita nel giugno 2020

Il cenno di saluto con la mano, il protocollo violato e quel venire incontro alla folla, insperato, per ben due volte: in centro e nel piazzale del cimitero. La visita del Presidente Mattarella a Codogno il 2 giugno 2020 è impressa sulla pelle della città e dei suoi cittadini, e in questi giorni di trattative, detti e non detti, accordi segreti a Roma in Parlamento, è con senso di gratitudine e “affetto”, che vivono la fine del suo settennato. In tanti vorrebbero rimanesse. E qualcuno financo ci spera. In un bis. «Mi è piaciuto tanto, come uomo, come presidente, una persona seria, dolcissima, ce ne fossero di persone così – commenta Patrizia Ganelli seduta a un tavolino del Caffè Grande con il marito ed ex vigile Pierantonio Comizzoli -. Quando ho visto arrivare la sua macchina mi sono emozionata, anzi mi emoziono ancora. Che bello se restasse». Il marito concorda: «È uno dei nostri, uno di noi», le fa eco.

Al ricordo del 2 giugno 2020 anche Antonio rivive la stessa emozione: «Sono andato a vederlo al cimitero, è stato emozionante – ripete più volte -. Anche l’applauso spontaneo. Venire a Codogno è stato un riconoscimento per quello che abbiamo passato. Sarebbe stato bello se per almeno un anno fosse rimasto, ma è giusto rispettare la sua decisione». Pensare a chi possa succedergli però «è un bel dilemma». Certo, dovrà essere una figura “non divisiva”. Vanno ripetendolo tutti. Ma c’è un di più. Quella tenerezza, la vicinanza del Capo dello Stato Sergio Mattarella al Paese che la Festa della Repubblica a Codogno ha mostrato ai codognini e al mondo. «Lo stavano portando via e si è girato a salutare la gente che lo acclamava – ricorda Marco Contardi -. Non poteva sviare il protocollo ma l’ha fatto». Antonio interviene: «E al cimitero ha fatto tutto il giro dell’aiuola». C’è chi ha pianto quel giorno a quel movimento “jazz”. «Ha capito la situazione in cui eravamo, è stato un piacere che abbia capito la necessità di essere ricordati», riflettono Elsa e Gabriella. «Ci portiamo dentro la forza comunicata dalla visita di Mattarella il 2 giugno 2020 dopo mesi drammatici – sono le parole del sindaco di Codogno Francesco Passerini -. Una visita non scontata, sentita e voluta. A nome della città ringrazio il Presidente e gli auguro tutte le migliori fortune».


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