CODOGNO Laura Ricevuti e la notte del Covid: «Non ho fatto altro che il mio lavoro»
Foto di gruppo della serata con la dottoressa Ricevuti (Tommasini)

CODOGNO Laura Ricevuti e la notte del Covid: «Non ho fatto altro che il mio lavoro»

Al Rotary la dottoressa ricorda il momento della scoperta del “paziente uno”

Ci sono stati momenti in cui la dottoressa Laura Ricevuti ha pensato che il paziente uno non ce l’avrebbe fatta. «Lo davo per spacciato», ha ammesso. E invece ce l’ha fatta. Grato l’attuale direttore generale dell’Asst di Lodi Salvatore Gioia: «Grazie, avete retto l’urto verso Milano».

Lunedì sera, presso la conviviale del Rotary Club Codogno, a 7 mesi esatti dallo scoppio dell’epidemia, la dottoressa Ricevuti ha raccontato quanto accaduto all’ospedale di Codogno, quando, forzando il protocollo ministeriale, è stato fatto a Mattia Maestri il tampone per il Covid-19, risultato definitivamente positivo alle 21.30 di giovedì 20 febbraio. Insieme alla collega anestetista e rianimatrice Annalisa Malara, la Laura Ricevuti infatti ha diagnosticato il primo caso di Covid-19 denunciato in Italia: un’impresa che le è già valsa l’onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica da parte del capo dello Stato Sergio Mattarella; un’onorificenza le cui insegne lunedì le sono state consegnate dal presidente dell’Associazione nazionale cavalieri al merito della Repubblica italiana (Ancri) Tommaso Bove e dal presidente del Rotary Club Codogno Stefano Schegginetti (che ha fatto dono anche del gagliardetto Rotary).

«Sono commossa – ha detto la dottoressa Ricevuti -, anche se ritengo di aver fatto solo il mio lavoro come sto continuando a fare». Parole autentiche che confermano una professionalità che sa di umano e che è propria di questo medico.

A sottolineare il valore della scoperta fatta a Codogno è stato quindi il direttore dell’Asst di Lodi Salvatore Gioia, all’epoca in forza a Milano, che ha dichiarato: «Io mi onoro di essere direttore generale di questa Asst: a Milano sentivamo le ambulanze arrivare e pensavamo che se questa vostra trincea fosse crollata, la situazione sarebbe stata peggiore, dunque grazie, anche da uomo, perché grazie a voi siamo riusciti a essere pronti di fronte a questa pandemia».

Quanto alla situazione attuale, il dottor Gioia ha ribadito che al momento gli eventuali casi di Covid-19 sono dirottati sugli hub regionali preposti: l’ospedale di Cremona e il Policlinico San Matteo di Pavia.

«Essere insigniti di una onorificenza deve rappresentare un nuovo percorso, una ripartenza», ha commentato il presidente dell’Ancri Bove, affiancato dal vice Francesco Avena, dal segretario nazionale Francesco Tudisco, dal delegato lombardo Gianfranco Cicala.

Alla serata hanno preso parte anche numerose autorità: il questore di Lodi Giovanni Di Teodoro, il colonnello dei carabinieri Massimo Margini, il colonnello della guardia di finanza Vincenzo Andreone, il direttore sanitario dell’Asst Paolo Bernocchi, l’assistente del governatore del distretto 2050 Paolo Racconi, l’anestesista dell’ospedale di Codogno Claudio Anzi, l’assessore regionale Pietro Foroni, socio Rotary.


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