CODOGNO La raccolta fondi è una “bufala”, tentato raggiro all’hub dei vaccini
L’hub vaccinale di Codogno, davanti al quale è stata tentata la truffa (archivio)

CODOGNO La raccolta fondi è una “bufala”, tentato raggiro all’hub dei vaccini

Sconosciuti chiedevano di aderire all’iniziativa contro la violenza sulle donne

Raccolgono offerte per le donne vittime di violenza davanti al centro vaccinale di Codogno, ma il numero da chiamare riportato sul volantino si rivela una “bufala”. È giallo sull’iniziativa a nome dell’associazione Scarpetta Rossa tenutasi nei giorni scorsi nel parcheggio di viale Resistenza, dove le persone dirette all’hub per la vaccinazione sono state avvicinate da sconosciuti che chiedevano un’offerta in denaro da destinare a un centro anti-violenza, convincendo tanti a partecipare. Perché quello che si è scoperto chiamando il numero indicato sulla brochure è quanto mai surreale: a rispondere è una signora di Tivoli che nulla ha a che fare con l’associazione, e che ha avuto il suo bel da fare a spiegare di essere stata contattata già altre volte in passato, per la stessa storia, tanto da risolversi a a presentare denuncia contro ignoti. Episodi analoghi del resto sono già avvenuti in altre parte d’Italia e sempre a nome della medesima associazione di promozione sociale con sede nel sud Milano, finita al centro delle indagini della guardia di finanza nonché di un servizio di “Striscia la Notizia”. Un paio d’anni fa a Modena la polizia municipale aveva identificato due giovani davanti a un centro commerciale mentre raccoglievano fondi come la settimana scorsa a Codogno, e i successivi accertamenti del Nucleo Antievasione avevano permesso di appurare una serie d’irregolarità fiscali, però negate dall’associazione. Storia comunque passata. È un fatto che il recapito telefonico della signora romana riportato sul volantino di Codogno solleva legittimi dubbi sull’effettiva destinazione delle offerte raccolte dai volantinanti davanti al centro vaccinale: intercettando persone nel mentre di una circostanza particolare, con quell’ansia “da vaccino” comune si dà il caso a tutti e quindi più soggette a lasciarsi convincere. O “raggirare”. Ammesso naturalmente lo siano state. Non lo sa chi ha donato e l’ha fatto in buona fede, ma chiamando il numero e non trovando il riscontro che s’aspettava, ha più di qualche dubbio di essere stato truffato.


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