CODOGNO Ganelli, il medico del Guinness, racconta l’incontro con “Sandy”
Codogno: il dottor Ganelli con Olivia Newton-John

CODOGNO Ganelli, il medico del Guinness, racconta l’incontro con “Sandy”

È un grande fan di Olivia Newton-John

Lunedì sera, quando davanti alla tv ha preso distrattamente il cellulare e ha letto la notizia sulla pagina Fb ufficiale, il dottor Giuseppe Ganelli ha pensato che fosse impossibile. Non poteva essere vero. Così «sono andato a vedere su Google e non risultava ancora», perché come ha scoperto poi, «su Fb era stato pubblicato pochi secondi prima». La pagina era quella di Olivia Newton-John. E la triste notizia, della sua morte. Un lutto collettivo, che Ganelli, medico radiologo attualmente in servizio all’ospedale di Codogno e uomo-guinness di Happy Days, il telefilm di cui possiede la più grande collezione di cimeli al mondo, coltiva da sempre anche un’altra passione. Meno nota ma non meno forte, proprio per l’attrice, cantante e ballerina, l’indimenticabile “Sandy” di Grease. Che ha visto cinque volte e incontrato di persona tre. «Ci sono rimasto – racconta -. È stata una doccia fredda perché c’erano queste voci che fosse di nuovo malata ma c’erano state anche smentite, per cui non si sapeva quanto fosse vero». Invece da 29 anni Olivia Newton-John lottava contro un tumore al seno, che nel 2019 era tornato per la terza volta. E l’8 agosto se l’è portata via. «Noi fan che siamo andati ai suoi concerti, abbiamo un gruppo WhatsApp e sono stato il primo a dare l’avviso» racconta Ganelli. La cui fascinazione per Newton-John risale all’età di undici anni.

È il 1978, Grease esce nelle sale e diventa subito cult. “Sandy” la fidanzatina che tutti vorrebbero avere: acqua e sapone, sorridente, così diversa dalle altre. E però capace di trasformarsi in una ballerina tutto pepe al fianco di Danny-John Travolta. «L’ho incontrata la prima volta a Londra alla presentazione di una linea di prodotti naturali del marito per cui faceva da “testimonial”, il desiderio però era vederla in concerto e così sono andato a New York a una sua esibizione in un teatro, dove l’ho incontrata la seconda. Poi l’ho seguita in due tappe della sua tournée in Inghilterra, alla Royal Albert Hall di Londra e a Brighton, e l’ultima volta nel 2017, dopo l’uscita del disco a tre voci Liv on, a un concerto acustico in una chiesa sempre a Londra, quando l’ho rivista di persona la terza volta – racconta Ganelli -. La ricordo come una persona molto disponibile, cordiale, vicina al suo pubblico». Per sempre Sandy.


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