CODOGNO Dopo il pane dell’ospedale abbandonato in strada scatta il pugno di ferro

CODOGNO Dopo il pane dell’ospedale abbandonato in strada scatta il pugno di ferro

Linea dura di Comune e Asm per contrastare il dilagante fenomeno del rifiuto selvaggio

Mentre s’indaga sugli avanzi di pane presumibilmente in arrivo dalla mensa dell’ospedale di Codogno, scaricati giovedì pomeriggio in viale Maccacaro, Comune e Asm annunciano il pugno duro contro gli “eco-furbi”. A partire dall’emergenza Covid l’azienda ha registrato infatti un’impennata di comportamenti incivili da parte di un numero crescente di codognini: non si contano i sacchetti gettati in strada un po’ ovunque e ai piedi dei cestini è ormai abitudine lasciare qualunque genere di scarti. Per non parlare di chi snobba la differenziata, gettando ogni genere di rifiuto nei sacchi neri.

Un quadro desolante, che ha spinto il Comune e Asm a decidere per la linea dura. «In molti continuano a lasciare i rifiuti in giro e monitorando mensilmente il fenomeno abbiamo visto che pesa tra il 5 e l’8 per cento sull’indifferenziata totale - spiega il presidente Asm Andrea Negri -. Bisogna sapere che è quella che costa di più, perché c’è stato un aumento del 20 per cento del costo del conferimento dei rifiuti indifferenziati. E legato a questo controllo è emerso il fatto che il 20-30 per cento di quello che c’è dentro sono prodotti differenziabili».

Carta, plastica, umido: che se conferiti adeguatamente, sarebbero smaltiti per molto meno. Per i trasgressori si preannunciano però tempi duri. «Con il Comune e la polizia locale faremo una campagna informativa per far capire ai cittadini che questi costi incidono sulle loro tasche e poi procederemo con le sanzioni – avverte Negri invitando a chiamare il numero verde Asm per segnalare eventuali abbandoni -. Oggi come oggi se il sacchetto viene messo fuori tardi o salta la “presa”, come può capitare, chiamando il numero verde viene fatto compilare un modulo, quindi l’operatore gira la segnalazione al responsabile del servizio che coordina il giro e nel 95 per cento dei casi il rifiuto resta al massimo un giorno e mezzo. Solo in limiti eccezionali arriviamo al terzo giorno». Né sono ammesse scuse per chi si ostina a non rispettare il calendario dei ritiri: «E’ fatto tutto a immagini proprio per consentire a tutti una facile assimilazione, il fatto di conoscere l’italiano quindi non è indicativo – precisa Negri, rispondendo a chi presumeva un problema di comprensione da parte dei cittadini stranieri -. Violare le regole è solo una mancanza di civiltà».


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