CODOGNO Diari dell’esercito agli alunni
La consegna del diario dell’esercito agli studenti come segno di ripartenza

CODOGNO Diari dell’esercito agli alunni

Un dono per gli studenti di Ognissanti e Andreoli

«Questo diario leggetelo come una dichiarazione d’amore. Tra le pagine vi è una foto dell’Altare della Patria che rappresenta il sacrifico delle persone che per atto estremo di amore hanno deciso di dare la loro vita e tutte le mattine, l’inizio di ogni giornata è scandito dalla loro commemorazione». Così il colonnello Daniele Pepe, comandante della Scuola Militare Teulié di Milano, si è rivolto venerdì agli studenti della 3E delle medie Ognissanti invitati alla Colombus per la cerimonia di consegna del diario in dote agli allievi delle scuole dell’esercito e donato a 220 alunni delle terze medie dell’Istituto Comprensivo Ognissanti e del paritario “Piera Andreoli” di Codogno in segno di vicinanza nell’affrontare il nuovo anno scolastico. All’evento hanno preso parte il viceprefetto di Lodi Michele Giacomino e il questore Giovanni di Teodoro, il sindaco di Codogno e presidente della Provincia Francesco Passerini, il Colonnello Salvatore També, Comandante del 2° Reggimento Pontieri di Piacenza e dell’Operazione Strade Sicure in Lombardia durante le prime fasi dell’emergenza Covid-19, il Colonnello Rosario Giacometti, i comandanti dei carabinieri e della polizia locale e una rappresentanza del personale sanitario dell’esercito impegnato a Codogno nella pandemia. «Mi sono venuti in mente i disegni e gli striscioni fatti dai bambini appesi sui cancelli delle rsa dove prestavo servizio come medico. Quegli arcobaleni, quelle nuvolette e le scritte di speranza. Mi sento orgogliosissima e sono felice di essere tornata qui», ha commentato Lucia Fallo, l’ufficiale medico di stanza in città in quei mesi terribili. «Oggi vuole essere un’ulteriore ripartenza. Dopo la tempesta arriva il sole ed è veramente un onore che l’esercito dopo quanto ci ha dato sia qua a farci questo dono», ha detto Passerini. «Dico sempre ai miei pontieri che remiamo tutti in una direzione e se qualcuno è in difficoltà sono gli altri a doverlo aiutare. È questo spirito di corpo che ci ha permesso di superare l’emergenza» ha sottolineato il Colonnello També.n


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