Codogno, commercio da “record”: 32 nuove aperture in sei mesi
Uno scorcio di Codogno, foto d’archivio

Codogno, commercio da “record”: 32 nuove aperture in sei mesi

Bilancio positivo dopo le chiusure imposte dalle restrizioni anti-Covid

Primo semestre da record per il commercio e l’artigianato a Codogno: dall’inizio dell’anno sono 32 le nuove aperture tra negozi, servizi, bar e imprese, a fronte di sei cessate attività, un bilancio più che positivo dopo 16 mesi di chiusure imposte dai lockdown e restrizioni anti-Covid. Negozianti ed esercenti storici hanno resistito, attingendo ai propri risparmi ma salvando la “ditta”, e a sorpresa il 2021 ha portato un vento nuovo, la voglia d’investire e scommettere sulla ripartenza. Due panetterie, una gelateria, bar, negozi delle più svariate tipologie, dall’abbigliamento per bambini alla caffetteria, una fiorista, due imprese di pulizia e un punto vendita di prodotti per l’igiene e la sanificazione, ma anche un deposito merci e uno di ricambio per macchine agricole, una lavanderia tradizionale e una self-service, solo per citare alcune delle 32 inaugurazioni. Molte in centro ma anche nei quartieri, come il don Bosco per esempio, dove viale Resistenza è tornato a ripopolarsi di negozi dopo un lento declino. «Dall’ultima rilevazione ad aprile, quando le nuove aperture erano 25, se ne sono aggiunte altre 7, sei commerciali e una artigianale – spiega il sindaco Francesco Passerini -. Grazie alle politiche portate avanti come Comune e alla collaborazione con il tessuto economico e produttivo che è stato duramente colpito dalla pandemia, assistiamo a una ripresa visibile a colpo d’occhio facendo semplicemente un giro nella nostra piazza e nelle vie, dove i locali hanno potuto allestire i dehors anche non prospicenti all’attività o di allargarli, e l’intenzione è di recepire la modifica nel regolamento comunale». A registrare il trend positivo è anche il segretario Ascom Isacco Galuzzi: «I dati dimostrano una certa effervescenza del mercato di Codogno. Tanti piccoli imprenditori hanno scelto di mettersi in gioco e d’investire sulla città proprio perché mantiene una forte attrattività».


© RIPRODUZIONE RISERVATA