Chiesa, il mistero dei numeri

Quanti sono nel mondo i sacerdoti? E i religiosi? Le suore? Le claustrali? Solo Dio lo sa. Può sembrare paradossale, ma è così. Nell’epoca dei computer e di Internet, degli archivi informatici, delle schedature elettroniche, delle misurazioni precise al miliardesimo, il numero esatto del personale dedito all’apostolato attiene al mistero. Impossibile conoscerlo. Attenzione: il numero esatto, per dire che nel conteggio del totale non si “salti” neppure un prete o una suora. Non è questione d’insufficienza di mezzi o di deficienze nella rilevazione. L’Ufficio centrale di statistica della Chiesa è in questo campo uno degli organismi più accreditati per scrupolosità e rigore di metodo. Ma l’Annuario statistico (e va precisato “statistico”, non l’Annuario pontificio che essenzialmente privilegia i nomi delle persone piuttosto che i numeri), considerato tra le pubblicazioni “ufficiali” della Santa Sede, è un bell’esempio di onestà quando ammette chiaramente nelle prime pagine che i totali mondiali hanno soltanto carattere indicativo perché sono approssimati per difetto. Vale a dire che vi sono nel mondo preti, religiosi e religiose che “sfuggono” a qualsiasi censimento. I motivi di tale lacuna sono molteplici. Vi sono innanzitutto difficoltà di ordine “politico”, ad esempio nel computo delle circoscrizioni ecclesiastiche censite mancano quelle della Cina e della Corea del Nord dalle quali ancora non è possibile ricevere dati sicuri e aggiornati. Vi è anche la difficoltà a “fotografare” una realtà complessa come quella della vita consacrata, articolata in forme e istituzioni diverse delle quali la Santa Sede (a livello di strutture centrali) non sempre ha il diretto controllo. Si pensi ai circa 1.800 istituti di diritto diocesano (maschili e femminili) sparsi nei cinque continenti, che dipendono dal vescovo locale. Come che sia, è straordinario e insieme consolante sapere che anche in questo momento in qualche angolo sperduto del mondo un sacerdote celebra messa o una claustrale alza la sua lode a Dio dal silenzio di un monastero pur essendo entrambi non conteggiati e non conteggiabili, ignoti dunque alle statistiche e ai rilevamenti. Esistono, vivono, pregano, lavorano ma non entrano a far parte del numero, anzi dei numeri. È pure questo un segno dell’universalità della Chiesa. Universalità troppo grande per poter essere definita dalle cifre. Siamo nella dimensione alta del mistero che mal si concilia con la pretesa, tutta terrena, di contare, incasellare e tirare le somme.


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