CERVIGNANO Il mulino del Settecento è stato venduto
Il mulino storico di Cervignano

CERVIGNANO Il mulino del Settecento è stato venduto

L’antico edificio era stato affidato dai precedenti proprietari a un’immobiliare

Un pezzo di storia del paese: lo storico mulino di Cervignano d’Adda è un edificio che affonda le sue origini nel passato già all’epoca del vecchio catasto Asburgico.

Con una superficie di trecento metri quadri è rimasto intatto nel corso del tempo, mantenendo inalterata la struttura originaria anche in seguito a una ristrutturazione negli anni scorsi, a opera dei vecchi proprietari di casa.

Sorto nel Settecento, rappresentava il cuore pulsante del paese quando, ancora nel pieno del suo splendore, veniva adoperato nella produzione e lavorazione delle farine. E al suo interno, intonsi dopo un secolo in disuso, resistono ancora gli attrezzi del mestiere come reliquie del passato che raccontano una vecchia storia, che ha ceduto il passo ai giorni nostri: ingranaggi in legno ancora perfettamente integri, insieme alla ruota che così come lo scorrere delle sue acque, hanno lasciato il segno nei ricordi della comunità.

E furono gli ultimi proprietari del mulino, a prendersene cura fino alla fine, come una casa di campagna da custodire gelosamente, per godere gli ultimi anni di vita.

Scomparsi nel corso del 2020, avevano lasciato la casa in vendita presso l’agenzia immobiliare “Etica” di Alessandro Pelizzola con sede proprio a Cervignano, con proprietari che daranno nuova vita a un luogo della storia di Cervignano, fatta di antiche tradizioni.

«Si tratta di un edificio storico – dichiara Maria Pia Mazzucco, sindaco di Cervignano -: per noi rappresenta un simbolo da salvaguardare per il suo valore architettonico, catalogato anche tra i vari tour di viaggio come edificio storico. Dunque – conclude Mazzucco – è per noi dell’amministrazione comunale motivo di orgoglio che una struttura tanto prestigiosa possa continuare a conservarsi nel tempo: con dei nuovi proprietari a prendersene cura, siamo sicuri che il nostro mulino non verrà certamente trascurato».


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