Centri estivi da zero a tre anni: c’è il via libera del Ministero
Buone notizie per le famiglie che devono conciliare il lavoro con la crescita dei figli più piccoli: l’importante è restituire loro

Centri estivi da zero a tre anni: c’è il via libera del Ministero

Già dal 15 giugno la riapertura delle strutture per i bimbi più piccoli

Finora le famiglie sono state, con tante fatiche, alla finestra, in attesa di una prospettiva per poter tornare a conciliare con maggiore agilità la vita professionale e la gestione dei piccoli di casa. Se per i bambini sopra i 3 anni i centri estivi sono già in fase di organizzazione, arrivano buone nuove anche per le famiglie che hanno figli nella fascia di età 0-3 anni. L’annuncio, mercoledì, è arrivato dal ministro per le Pari opportunità e la Famiglia Elena Bonetti, che ha scelto la via immediata dei social per comunicare le novità sul fronte caldissimo, sia per le naturali aspettative di nuclei familiari sempre più in difficoltà, sia per i gestori degli asili nido privati, che hanno più volte paventato il rischio chiusura per molte strutture. La novità riguarda il via libera dal Comitato Tecnico Scientifico all’estensione delle linee guida per le attività estive anche alla fascia 0-3 anni. «Ci abbiamo lavorato in queste settimane - ha spiegato - insieme ai Comuni, alle Province, alle Regioni, alla Società Italiana di Pediatria e agli altri Ministri competenti, consapevoli dell’importanza di restituire, in totale sicurezza, anche ai più piccoli quel diritto al gioco e alla relazione, fondamentali per lo sviluppo integrale della persona». Il ministro Bonetti ha aggiunto che è importante che si consenta ai bambini di tornare alla socialità sin dal 15 giugno. Un annuncio che ha creato una mobilitazione delle strutture, che hanno iniziato a interrogarsi e mettersi in azione per capire come poter offrire un servizio estivo nel rispetto delle linee guida. Le difficoltà sono diverse, sia dal punto di vista strutturale - la creazione di aree separate e ben distinte per pappa, nanna e gioco - , l’organizzazione in piccoli gruppi che non devono entrare in contatto con un massimo cinque bambini e il nodo della capienza. Intanto la politica si mobilita anche a livello regionale per la sopravvivenza di asilo nido privati e scuole paritarie. «Servono un sostegno regionale e misure specifiche - ha detto Patrizia Baffi, consigliere regionale di Italia Viva - : nell’interpellanza che ho depositato, chiedo di supportare con risorse regionale e apposita misura straordinaria gli asili nido privati e le scuole paritarie prevedendo l’erogazione di contributi a parziale copertura delle spese fisse di carattere strutturale sostenute durante il periodo di sospensione delle attività dovuta all’emergenza COVID-19 (canoni di locazione, spese amministrative, utenze, manutenzione del verde)». Anche perché «la sospensione dei servizi educativi e delle scuole per l’infanzia, sta avendo importanti ripercussioni economiche sull’intero settore mettendo a rischio la tenuta stessa dell’ampio tessuto ed in particolare degli asili nido privati e delle scuole paritarie».


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