C’è l’accordo sul futuro dell’Abb

C’è l’accordo sul futuro dell’Abb

«Questo sforzo è stato fatto solo per un motivo: il rilancio dell’attività». Previsti investimenti su ricerca e sviluppo per i nuovi prodotti della multinazionale

All’Abb è stato raggiunto l’accordo sul piano di riorganizzazione previsto per lo stabilimento di San Grato. L’intesa è stata siglata ieri, dopo che le Rsu hanno incontrato in assemblea i lavoratori. Gli esuberi, che inizialmente sembravano superare la ventina di unità, sono in realtà 15, anche se resta aperta la porta per coloro che vogliono accedere all’incentivo per l’esodo volontario. La trattativa è stata seguita dal segretario territoriale della Fiom Cgil, Giovanni Ranzini, il piano di ristrutturazione partirà a dicembre di quest’anno e si concluderà alla fine del 2014, ci sarà così un anno di tempo per gestire la situazione. La multinazionale a Lodi conta circa 180 dipendenti, il gigante è specializzato nelle tecnologie per l’energia e l’automazione. «Questo sforzo è stato fatto solo per un motivo - ci tengono a precisare le Rsu -: il rilancio del nostro sito produttivo». Ecco perché nel documento hanno voluto inserire precise garanzie per il futuro dell’azienda, impegni che dovranno essere puntualmente verificati: «Sono previsti investimenti in ricerca e sviluppo, attraverso un programma che riguarda i nuovi prodotti - spiegano le Rsu -, questa è sempre stata l’anima della nostra attività, a livello internazionale Abb dà un’importanza speciale a questo settore. È confermata la nostra “focus factory”, nel senso che questo è considerato un centro di eccellenza per ciò che riguarda i prodotti dell’alta tensione. Infine, abbiamo chiesto che sia mantenuta la missione produttiva del sito, ovvero che la fabbrica continuasse a produrre». A questo si aggiungono investimenti sulla qualità e sulla formazione. «L’impegno preso con l’azienda è quello di riunirsi una volta ogni tre mesi per verificare l’andamento del piano e per discutere del carico di lavoro».

Rsu e sindacato dovranno affrontare anche un’altra questione, quella dei lavoratori somministrati, 39 tra impiegati e operai, personale che proviene da agenzie interinali. «È una partita ancora tutta da gestire, lo faremo nel 2014, anche in base alla mole di lavoro e ai pezzi di prodotto richiesti».

Nel corso di una riunione tra il coordinamento nazionale Abb e i vertici aziendali, Matteo Marini, responsabile della divisione Power Products, ha definito lo stabilimento di Lodi “vittima del proprio successo”, una considerazione derivata dall’ottimo andamento registrato dall’unità di San Grato nell’arco di dieci anni, per poi fare i conti con una flessione negli ultimi due. «Riteniamo assurdo che il successo di un sito possa decretarne le difficoltà nel momento in cui non si raggiungono per la prima volta gli stessi risultati dell’anno precedente», ha commentato la Fiom nazionale, pur rilevando aspetti positivi nel confronto con il colosso. A penalizzare il lavoro dell’azienda negli ultimi anni è stato il calo di commesse provenienti dal mercato interno, legate soprattutto a Enel e Terna.


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