Cassa integrazione in deroga: nel Lodigiano sono novecento le richieste

Cassa integrazione in deroga: nel Lodigiano sono novecento le richieste

Coinvolti oltre 1800 lavoratori dipendenti di imprese, piccoli imprenditori e cooperative sociali ma per ora in pochi hanno visto i soldi

Sono poco meno di 900 le richieste di cassa integrazione in deroga presentate in Regione dal Lodigiano e autorizzate. Coinvolti oltre 1800 lavoratori dipendenti di imprese, piccoli imprenditori e cooperative sociali. Un’impresa su tre è di Lodi città. Queste richieste autorizzate (ma non ancora pagate per lo più) non esauriscono tutte le richieste presentate dal Lodigiano.

I settori produttivi rappresentati sono i più vari, escluse le attività industriali che accedono ad altri ammortizzatori. Si va dalle cooperative sociali agli studi professionali, legali o dentistici, agli studi tecnici, ai negozi, ai trasporti, ai parrucchieri e centri estetici, alle carrozzerie, alle autoscuole. In totale le aziende autorizzate sono 871, con il coinvolgimento di 1865 lavoratori: la maggior parte delle imprese ha richiesto la cassa per uno o due dipendenti, fino a sei o sette. Solo due i casi superiori ai 10 dipendenti (14 per la Ats di Tavazzano, 11 per la CsFer di Casalmaiocco). Complessivamente le ore autorizzate sono 534mila 563, con disparità anche molto grandi tra impresa e impresa in funzione della riduzione oraria stimata e quindi della richiesta.

Tra le imprese compaiono nomi noti del Lodigiano, da Ricci Casa (il magazzino di Casale) a Sky Line che gestisce le piscine di Casale e Codogno, dall’associazione musicale Franchino Gaffurio di Lodi ad Astem, per finire con uno dei mostri sacri dei ritrovi notturni lodigiani, il Wellington Pub. In termini territoriali, la maggior parte delle domande arriva da Lodi città con 303 casse autorizzate, il 34 per cento del totale. La seconda città più rappresentata è Sant’Angelo con 89 imprese, il 10 per cento circa del totale, poi Codogno e Casale praticamente affiancate con 66 e 65 richieste rispettivamente autorizzate, il 7,5 per cento. Ma un po’ tutti i comuni sono rappresentati.

Delle imprese già autorizzate alla cassa, però, solo una piccola parte ha già visto pagati i propri dipendenti. Non c’è un dato lodigiano specifico, ma il quadro regionale, così come presentato da Cgil, Cisl e Uil unitariamente, è abbastanza indicativo: per tutta la Lombarda le domande già decretate su circa 70mila richieste sono 48mila 895. Inps ha aggiornato il dato ufficiale proprio in questi giorni (dopo le polemiche sulla trasmissione delle domande) con 46mila domande arrivate in banca dati, 7mila autorizzate e 450 aziende a livello regionale che hanno già avuto i primi pagamenti, per circa 800 lavoratori. «È evidente che, nonostante il sistema sia ora molto più veloce nel processare le richieste, il ritardo iniziale nella predisposizione del portale regionale e la doppia autorizzazione da parte di due soggetti diversi (Regione e Inps) ha prodotto forti ritardi, con la conseguenza che troppo pochi sono i beneficiari a cui la prestazione è stata pagata finora in Lombardia» il commento delle sigle sindacali.


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