Caso mense, Riccardo Cavallero rinuncia al Fanfullino in aperta polemica con la giunta Casanova

Caso mense, Riccardo Cavallero rinuncia al Fanfullino in aperta polemica con la giunta Casanova

L’ex manager Mondadori, premiato nel 2014 dalla “Familia Ludesana”, spiega le sue ragioni in una lettera inviata al «Cittadino» e che riportiamo integralmente

Caso mense a Lodi, Riccardo Cavallero rinuncia al Fanfullino, ricevuto il 19 gennaio 2014 su decisione della “Familia Ludesana” in occasione della festa patronale di San Bassiano. La decisione è stata comunicata dall’ex manager Mondadori nella giornata di venerdì ed è una forma di protesta contro il nuovo regolamento sulle agevolazioni sociali introdotto dalla giunta Casanova. Regolamento che disciplina, tra le altre, le agevolazioni per mensa, pre e post scuola e trasporto scolastico e che sta mettendo in difficoltà molte famiglie extracomunitarie. Cavallero spiega le sue ragioni in una lunga lettera che ha deciso di affidare al «Cittadino» e che riportiamo in forma integrale.

Gentile Sindaca,

non vivo a Lodi ormai da molti anni ma non per questo è venuto meno il legame affettivo con la città dove mi sono formato e dove conservo molte amicizie. In questi giorni ho seguito con interesse la vicenda relativa al regolamento comunale per l’accesso alle prestazioni agevolate. L’iniziativa presa dalla Sua giunta il 4 ottobre 2017 determina, di fatto, una pesante discriminazione tra cittadini italiani e extracomunitari. Non entro nel merito delle ragioni che hanno portato la Sua giunta ad adottare una misura così discutibile, mi limito a constatare che in un momento di particolare difficoltà e di crescenti tensioni sociali, questa misura ha il solo effetto di esacerbare ulteriormente gli animi e di vessare ancora, casomai ce ne fosse bisogno, i più disagiati.

La cosa ancora più grave è che a farne le spese sono dei bambini che, inevitabilmente, si ritroveranno a vivere un’ulteriore esperienza di emarginazione senza capirne il motivo. Come cittadino mi aspetto che i miei amministratori, quale che sia il loro credo politico, lavorino per uno sviluppo della comunità il più armonioso possibile evitando ogni discriminazione. Non importa quali e quante siano le risorse. Tutto deve essere diviso in modo equo senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Almeno così succede dove è in vigore la Costituzione Italiana.

Purtroppo a Lodi oggi non è così e questo mi impone di compiere un piccolo gesto che, seppur simbolico, mi auguro possa contribuire a risvegliare gli animi dei miei concittadini, suoi cittadini. NeI 2014, alla presenza di Mons. Ravasi, mi è stato consegnato il Fanfullino. Per me, nato lontano da Lodi, è stato un grande e commovente riconoscimento che in qualche modo celebrava il mio inserimento nella società lodigiana. Oggi rilevo che quei valori di armonia e inclusività in cui sono cresciuto sono venuti a mancare e mi vedo conseguentemente costretto a restituire il riconoscimento allora attribuitomi. La saluto auspicando che queste mie poche righe possano stimolare in Lei e nella Sua giunta una ulteriore riflessione sul tema stimolandovi ad imboccare un cammino verso un’amministrazione maggiormente inclusiva di quella che considero una città anche un po’ mia.

In fede

Riccardo Cavallero


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