CASALMAIOCCO «Vietato annaffiare i giardini con l’acqua potabile»: c’è chi protesta
Un pensionato centellina l’acqua nel suo amato orto (Ribolini)

CASALMAIOCCO «Vietato annaffiare i giardini con l’acqua potabile»: c’è chi protesta

Ordinanza del sindaco Vighi che chiarisce: «Recepite le linee regionali, ma si valuterà meglio»

Chi usa l’acqua potabile per annaffiare giardini e prati, riempire fontane e piscine, lavare cortili e piazzali, lavare l’auto o il camion privatamente, sarà multato: questo, senza distinzioni per fasce orarie, è il contenuto dell’ordinanza sul risparmio idrico firmata dal sindaco di Casalmaiocco Marco Vighi. Che spiega: «Abbiamo adottato il modello di ordinanza proposto da Regione Lombardia». Ed effettivamente i contenuti del testo sono proprio quelli suggeriti dal governatore Attilio Fontana alla fine della settimana scorsa nel decreto di proclamazione dello “stato di emergenza regionale derivante dalla carenza di disponibilità idrica”, efficace fino al 30 settembre prossimo.

Leggendo bene l’ordinanza, gli orti appaiono salvi, dato che a essere vietati sono tutti gli usi dell’acqua potabile “diversi da quello alimentare, domestico e igienico”. E chi ha faticato settimane sotto il caldo per coltivarsi pomodori, fagioli o patate sembra quindi graziato dal pesante “giro di rubinetto”.

«È un provvedimento innanzitutto educativo, contro gli sprechi - spiega il sindaco Vighi -, confidiamo di poter rimodulare l’ordinanza, anche perché nei prossimi giorni la Provincia di Lodi e Sal incontreranno i sindaci per fare il punto sulla situazione della disponibilità dell’acqua potabile. E speriamo soprattutto che il tempo torni a essere più clemente».

Un geologo residente in zona è perplesso riguardo all’ordinanza: «La vicina cava Teem, uno scavo profondo 20 metri che ha fatto affiorare la falda, in queste settimane ha visto aumentare il livello, per effetto della percolazione dei canali irrigui che sono stati riempiti - spiega il geologo -. Dato che gli acquedotti della zona sono datati, e pescano dalla falda superficiale, questo indica che l’acqua nel sottosuolo, per fortuna, c’è. Oltre all’effetto locale, le falde si riempiono nella zona pedemontana, dove per fortuna un po’ di pioggia c’è. Un divieto così assoluto potrebbe portare alla morte le piante nei giardini, compromettendo quel verde che invece porta refrigerio nelle zone urbanizzate». Il geologo stesso però ammette che l’acqua sotto la Pianura padana non è infinita: «Ci sono acquedotti che attingono a 150 metri, più in profondità però troviamo acqua salmastra, residui di quando c’era il mare». E se in futuro la si dovrà pescare e renderla potabile, le bollette andranno alle stelle.


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