Il 28enne di Casaletto resta in carcere per la donna uccisa in casa a Pavia
Lidia Peschechera, 49 anni

Il 28enne di Casaletto resta in carcere per la donna uccisa in casa a Pavia

L’avvocato: «È un ragazzo che aveva bisogno di cure»

Il gip di Pavia ha disposto la custodia cautelare in carcere per Alessio N., il 28enne incensurato da tempo residente a Casaletto Lodigiano che giovedì scorso era stato rintracciato dai carabinieri in un ostello a Milano e sottoposto a fermo con l’accusa di omicidio volontario, dopo che la 49enne di Pavia che lo ospitava da alcune settimane, Lidia Peschechera, era stata trovata morta strangolata nella propria abitazione. Nel nuovo interrogatorio, alla presenza del difensore Giovanni Caly di Pavia, l’uomo ha continuato a non ricordare la dinamica esatta dell’omicidio, pur non negando le proprie responsabilità. Come se volesse cancellare quel gesto che in base a una lunga serie di indizi si ritiene abbia commesso e che lui stesso non vuole accettare.

Lidia, per la quale non è neppure mancata una manifestazione pubblica degli amici nei giorni scorsi, era molto conosciuta a Pavia per il suo impegno a favore degli animali e delle minoranze. Conosceva Alessio da anni, non solo attraverso i social, e sembra che i due avessero una relazione. Il 28enne, rimarca la difesa, aveva già diagnosi di problematiche psichiche, aveva manifestato orientamenti suicidi ma non era mai stato violento. Era stato più volte, spronato dei genitori, in comunità per alcolisti. L’ultima dopo che nel marzo scorso era tornato dal lavoro di barman a Londra. Era nella zona di Treviglio, dove era anche in carico al locale servizio dipendenze. Poi in estate aveva lasciato la comunità bergamasca, aveva vissuto per tre mesi in un capannone a Rogoredo, tra dicembre e il 25 gennaio era tornato in comunità. Era noto anche al pronto soccorso di Pavia, dove però in più occasioni non avrebbero ritenuto urgente una visita psichiatrica: «Si rivolga al Serd di Treviglio, è in carico là», sarebbe stata la risposta, a quanto risulta alla difesa. Con Lidia, da cui era andato a vivere, la sera di venerdì 12 febbraio avrebbe litigato forse perchè la donna gli rimproverava di non essere andato al Serd. Era ubriaco fin dal mattino, ha raccontato. Poi, il buio, tre giorni in casa con Lidia morta nella vasca da bagno, e una fuga impossibile dalla realtà.


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