CASALETTO Mario Cattaneo: «Non mi sembra vero, l’incubo continua»
Cattaneo durante il giudizio

CASALETTO Mario Cattaneo: «Non mi sembra vero, l’incubo continua»

Parla l’oste dopo la decisione della procura di ricorrere contro l’assoluzione

«Devo ancora incontrare i miei avvocati, ma non mi sembra vero che dopo l’assoluzione piena in primo grado la Procura abbia fatto ricorso per chiedere un nuovo processo contro di me. Quando l’ho saputo ho provato un senso di nausea. Pensavo che fosse finita. Non conosco i meccanismi della giustizia, ma già mi aspetto un altro anno o due sulla graticola, altre spese. Per me è una delusione». Il giorno dopo la notizia di un secondo processo in arrivo, l’oste di Casaletto Lodigiano Mario Cattaneo, 70 anni, trova la forza di commentare. Il 10 marzo 2017, durante la colluttazione con uno degli almeno 4 ladri che erano entrati nell’osteria proprio sotto gli appartamenti suoi e del suo figlio con moglie e nipotini, dal fucile dell’oste era partito un colpo che aveva ucciso un malvivente romeno 28enne ed era stato processato, e poi assolto, per omicidio colposo per eccesso di difesa.

«Incredibile accanirsi così contro un onesto lavoratore... Non hanno criminali veri da perseguire in Procura a Lodi? - è il commento del leader della Lega Matteo Salvini -. Forza Mario! Ieri, oggi e sempre, io e milioni di italiani perbene siamo con te!». Riccardo De Corato, assessore regionale alla sicurezza, presente di persona all'ultima udienza, osserva: «In uno Stato nel quale, persino nelle carceri la situazione è ormai fuori contro e si pensa di più ai diritti dei detenuti che a quelli delle guardie, non avrei certamente creduto che dopo tre anni passati da Mario Cattaneo tra aule di tribunale e perizie, sarebbe stato costretto anche a questo ulteriore calvario. Evidentemente le leggi sulla legittima difesa non sono ancora sufficienti a difendere le persone oneste, gli sarò vicino anche in appello».

L’ex sindaco di Casaletto Lodigiano Giorgio Marazzina, presente all’intero processo, è un fiume in piena: «Si liberano i mafiosi - dice tra l’altro - ma a un lavoratore che ha subito un crimine, ha temuto per la sua famiglia, ha vissuto un dramma che lo segnerà per sempre, si vuole imporre ora un secondo processo, dopo che il primo grado era uscito con una sentenza netta. Io non perdo la fiducia nella giustizia italiana nè pensare che dietro il ricorso contro l’assoluzione ci sia chissà quale retropensiero, ma resto convinto che la Giustizia debba combattere i criminali e che i magistrati devono ricordarsi che hanno davanti delle persone». Solidarietà anche dall’attuale sindaco Nathalie Sitzia: «Sono certa che tutto andrà per il meglio».n 
Carlo Catena


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