CASALETTO Applausi da Roma alla sindaca che insegna storia ai ragazzini che disegnano svastiche

CASALETTO Applausi da Roma alla sindaca che insegna storia ai ragazzini che disegnano svastiche

La presidenza del consiglio si è complimentata con Nathalie Sitzia per l’iniziativa dopo i recenti vandalismi

Loro hanno 13 anni, disegnano le svastiche sui muri, senza capirne il significato. Lei è Nathalie Sitzia, prima cittadina di Casaletto, che da brava insegnante qual è, ha subito capito che quello che ci voleva era solo una lezione di storia. La sua decisione ha scatenato addirittura l’applauso del consiglio dei ministri che l’ha contattata per complimentarsi. Dopo aver deciso di far pulire come prima cosa le mura imbrattate dai ragazzini, infatti, la prima cittadina ha parlato con i minori, stretto un patto di alleanza con le 6 famiglie e coinvolto il consorzio servizi alla persona. Per realizzare insieme qualcosa di bello.

Ora, c’è da giurarlo, il gesto della prima cittadina di Casaletto sarà seguito da altri sindaci. In queste ore, infatti, continua a ricevere lettere di congratulazioni dalle associazioni delle famiglie ebraiche, chiamate dai giornalisti. Le associazioni e i singoli testimoni delle discriminazioni razziali l’hanno inondata di documenti, racconti e filmati che lei condividerà con i ragazzi. «Vogliamo solo aiutare i ragazzi a crescere - dice Sitzia -. Mi hanno chiesto anche di andare a Roma a raccontare questa bella storia di rinascita. A contattarmi è stato il direttore dell’ufficio nazionale antidiscriminazioni della presidenza del consiglio dei ministri (Unar) - dice -, mentre Dario Foà, un ebreo del 1931, napoletano come me, mi ha scritto una bellissima lettera e mi ha promesso di venire il prossimo autunno. Sono stata contattata da altre associazioni che si occupano di discriminazione razziale». Mercoledì sera, la sindaca ha incontrato l’assistente sociale del Consorzio Luca Chiaramella, la psicologa Lisa Trasforini e l’educatrice Orsola Bologna per stilare il progetto intitolato “La storia dimenticata”. Vogliamo far capire che ogni azione ha una conseguenza, che si agisce in gruppo, a volte, senza capire cosa si sta facendo». Le operazioni di pulizia partiranno il 21 giugno, insieme all’operaio comunale e all’educatrice Bologna. Le famiglie sosterranno la spesa dei materiali. All’interno del centro sportivo, invece, saranno realizzati dai ragazzi dei veri e propri murale.

«Nel pomeriggio - precisa l’amministratrice che all’università si è laureata con una tesi sul trattato Mussolini Laval - faranno storia con me. Abbiamo abbandonato questi ragazzi per un anno e mezzo, chiusi in casa con la Dad e criminalizzati quando tiravano un calcio al pallone. Questo spero sia il primo passo per aiutarli a crescere e a costruire altro. Le loro famiglie ci tengono molto a questo progetto. Vorrei che ai ragazzi fosse insegnato che da un errore si può crescere se non li colpevolizziamo e basta. Avevo già detto ai carabinieri, che sono stati bravissimi, che non li avrei denunciati e quando li ho visti e ho parlato con loro ho capito subito quello che bisognava fare. C’era bisogno di reimparare quello che si era dimenticato con la Dad. “Voi sapete cos’è una svastica? Che simbolo è?”, ho chiesto e quando ho incominciato a raccontare le loro facce vagavano nel vuoto. Sono andata a cercare le mie scartoffie giovanili e faremo una settimana così, insieme».


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