Carpiano, sono 1.800 i candidati per il test
L’esecuzione di uno dei primi test “pungidito” a Carpiano (Canali)

Carpiano, sono 1.800 i candidati per il test

Dopo il 90 per cento di adesioni a Castiglione il professor Galli punta anche qui a risultati in grado di migliorare la comprensione del virus

Una partecipazione che si appresta a ripetere il successo ottenuto a Castiglione d’Adda, dove oltre il 90% della popolazione si è sottoposta ai test, e anche Carpiano sembra confermare la volontà di approfondire ed estendere la conoscenza circa la reale diffusione del virus Sars-Cov 2.

Solo nella prima settimana di test, infatti, da martedì scorso a ieri, domenica, sono stati poco più di 800 i carpianesi che hanno accettato di “farsi pungere il dito” per verificare la presenza o meno, nel sistema immunitario, di anticorpi che rivelano l’entrata in contatto con l’agente del Covid-19. Lo screening, progetto di studio avviato dall’equipe del professor Massimo Galli, direttore del Dipartimento di scienze biomediche dell’Università di Milano in collaborazione con Medispa e Synlab, prevede una partecipazione su base volontaria di tutti i residenti che abbiano compiuto almeno i 12 anni e che non abbiano manifestato l’infezione da Covid 19, sulla carta circa 2.600 carpianesi. La seconda settimana di test, che prende il via oggi, ha già fatto registrare un “tutto esaurito” nelle prenotazioni almeno fino a domenica prossima, 21 giugno (termine fissato per lo screening carpianese è il 23 giugno, ndr), con circa 1.800 adesioni, secondo quanto riferisce il primo cittadino di Carpiano, Paolo Branca, che spiega di essere «estremamente soddisfatto del risultato che stiamo ottenendo, una risposta che mostra una sensibilità da parte della nostra comunità che dimostra di aver compreso quanto vale un’ indagine epidemiologica seria e scientificamente validata che ha come primario obiettivo la comprensione della pandemia che ci ha colpito duramente e continua a essere un fenomeno da capire, per affrontare positivamente il nostro futuro. Stiamo riprendendo gradualmente le nostre attività e le nostre relazioni, dobbiamo assolutamente sapere come farlo in sicurezza, i risultati dello screening serviranno anche a questo». È stato del resto lo stesso professor Galli a ribadire come «ancora oggi di questo virus sappiamo poco, l’indagine in corso speriamo ci possa fornire ulteriori strumenti di comprensione».
Barbara Sanaldi


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