CARPIANO In monopattino sulla Binasca, è allarme

CARPIANO In monopattino sulla Binasca, è allarme

Giovani e giovanissimi lavoratori nel settore della logistica, spesso extracomunitari, raggiungono il posto di lavoro al Francolino, partendo solitamente dalla stazione ferroviaria di Melegnano

In monopattino lungo la provinciale Binasca, e a Carpiano monta l’attenzione per un fenomeno che «preoccupa e non possiamo ignorare». Si moltiplicano infatti le segnalazioni che riguardano la crescente abitudine ad utilizzare monopattini elettrici lungo la trafficatissima provinciale, frequentata ogni giorno da centinaia di veicoli e di mezzi pesanti. Un fenomeno che, spiega Paolo Branca, primo cittadino di Carpiano, «abbiamo visto crescere recentemente e che riguarda quasi esclusivamente gli operatori dei centri logistici che hanno sede nel grande complesso industriale di Francolino».

Giovani e giovanissimi lavoratori nel settore della logistica, spesso extracomunitari, che raggiungono il posto di lavoro, partendo solitamente dalla stazione ferroviaria di Melegnano, utilizzando appunto i monopattini elettrici, più “comodi” di una bicicletta e meno onerosi rispetto a moto e motorini ma anche «estremamente instabili, soprattutto se utilizzati su una strada ad altissimo scorrimento come è la Binasca». Le segnalazioni arrivate agli uffici comunali parlano di numerose presenze, soprattutto negli orari serali e notturni, in coincidenza con i turni per i quali è più difficoltoso utilizzare mezzi pubblici, «ed è evidente che su una strada scarsamente illuminata quale è la Binasca nel tratto da Melegnano a Francolino, la situazione rischia di diventare estremamente pericolosa». Da qui la decisione di provvedere, in tempi rapidi, ad avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione che prevede, da parte della polizia locale di Carpiano, la distribuzione di materiale informativo sui rischi e sulle precauzioni da adottare, ma anche la decisione di consegnare, «non appena riuscire a reperire il materiale necessario», anche dispositivi catarifrangenti – si pensa soprattutto a bretelle e cinture facilmente indossabili e capaci di rendere visibili le figure che viaggiano a bordo strada - che «possono almeno in parte ridurre i rischi in orari notturni».

La campagna informativa, però, punterà anche a tentare di spostare il fenomeno su percorsi meno pericolosi, in particolare utilizzando collegamenti interni meno trafficati, seppur ciò significherebbe allungare il percorso. «È chiaro – conclude Branca – che una soluzione concreta potremo averla solo quando sarà realizzato il collegamento ciclopedonale tra Melegnano e Carpiano, un percorso in sicurezza che mi auguro contribuisca a debellare un fenomeno che oggettivamente non possiamo non considerare preoccupante».


© RIPRODUZIONE RISERVATA