CARPIANO Dal consiglio comunale arriva un secco “no” all’ipotesi della nuova autostrada
Il traffico sulla Binasca tra Carpiano e Melegnano. La provinciale avrebbe bisogno di essere riqualificata (archivio)

CARPIANO Dal consiglio comunale arriva un secco “no” all’ipotesi della nuova autostrada

Bocciati i piani alternativi a un intervento di riqualificazione della Binasca che richiedano nuovo consumo di suolo

Tre scenari possibili per “svecchiare” un’arteria stradale che, costruita 70 anni fa «mostra oggi la sua età» e «necessita di importanti interventi di manutenzione» dal momento che «risulta inadeguata alle attuali esigenze di mobilità», ma Carpiano boccia senza appello ogni ipotesi di nuove colate d’asfalto in territorio che «ricordiamo essere parte integrante del Parco Sud».

È un “no” deciso nei confronti di ipotesi alternative alla sola riqualificazione dell’attuale strada provinciale 40 Binasca, e a nuovi progetti che richiedano ulteriori consumi di suolo, quello pronunciato dal consiglio comunale che ha accolto – con i soli voti della maggioranza – la mozione presentata dal gruppo Carpiano Per Te e riguardante i risultati emersi dallo studio commissionato da Regione Lombardia, a fine 2020, per realizzare ipotesi di intervento e riqualificazione viabilistica con l’intento di “snellire” il traffico e garantire interconnessioni più rapide tra le autostrade A1, A4 e A7. La mozione, che rimarca la consapevolezza di un “problema” Binasca, provinciale ormai non più adeguata al carico di mezzi attuale, boccia senza appello due dei tre scenari presentati dallo studio di fattibilità regionale. A non piacere, l’ipotesi di una nuova autostrada – 21,83 chilometri di percorso dei quali, rimarcano, ben 16,5 su terreni agricoli inseriti nel Parco Sud – che dallo snodo A1/Teem metterebbe in comunicazione, con un nuovo casello a Casarile, le autostrade esistenti con la A7 (MIlano-Genova), ma nemmeno la realizzazione di una variante che, sostengono i consiglieri promotori dell’azione, «avrebbe conseguenze negative dirette sull’oasi di Lacchiarella, sito di importanza comunitaria». Unica strada percorribile, dunque, secondo i firmatari della mozione – che impegna formalmente la giunta comunale «a farsi promotrice verso gli enti sovra-ordinati per richiedere una solerte azione progettuale di riqualificazione del sedime esistente» e a « mettere in campo azioni coordinate con le altre amministrazioni Comunali per opporsi a queste ipotesi» - quella di intervenire sul tracciato esistente, unica ipotesi che consentirebbe di evitare il consumo di suolo che «nel tratto interno al Parco, nelle ipotesi contestate, oltrepasserebbe i 46 ettari di terreno attualmente agricolo».n


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